Made in Italy, progetto food per Mipaaf e Google

Made in Italy, progetto food per Mipaaf e Google

È allo studio un progetto congiunto tra il Mipaaf-ministero delle Politiche agricole alimentari e Google per promuovere nel 2014 sul web il made in Italy, a cominciare dalle imprese del settore agroalimentare. Per suggellare l’accordo di partnership con il ministro Nunzia De Girolamo, è approdato in Italia lo stesso Eric Schmidt, chief executive chairman del colosso digitale di Mountain View. Un’intesa solo annunciata, per il momento, perché non sono stati resi noti dettagli e cifre relativi alla messa a punto del progetto, che si configura come un passo in avanti rispetto all’iniziativa avviata lo scorso maggio (e attualmente in itinere) da Google Italia, Unioncamere e il ministero dello Sviluppo economico incentrata su 20 distretti industriali italianii: dalle sedie friulane al tessile umbro, dalle piastrelle di Modena al distretto orafo di Arezzo, dalle calzature marchigiane al sughero sardo.
“Il progetto del Mipaaf con la multinazionale è straordinario – ha affermato il ministro De Girolamo nel suo intervento a ‘Big Tent, Made in Italy: la sfida digitale’, incontro promosso da Google Italia e Unioncamere – e rappresenterà un momento di grande comunicazione dell’agroalimentare italiano nel mondo. Parliamo di un settore che incide molto sul Pil nazionale, che ha enormi margini di sviluppo e che può averne ancora in termini di export. Il nostro compito è quello di permettere la crescita e lo sviluppo, per dare ai giovani la possibilità di recuperare un grande sogno: lavorare in Italia e farlo dignitosamente”. Così come nel caso dell’operazione distretti, si cercherebbe di migliorare la presenza delle aziende agricole e alimentari italiane su Google in genere (su Google Maps in particolare), a cominciare dagli agriturismi e dalle aziende agricole che effettuano vendite dirette. “Nell’incontro avuto con Schmidt – ha aggiunto De Girolamo – ho anche detto che se in futuro la multinazionale Usa vorrà studiare la messa a punto di una piattaforma per le vendite on line di prodotti alimentari italiani, potrà di certo contare sulla collaborazione del nostro ministero”. Secondo fonti ministeriali, peraltro, l’accordo non dovrebbe comportare investimenti di rilievo per il Mipaaf, che sarebbe tenuto più che altro a fornire alla più grande internet company mondiale solo i contenuti per le sue pagine.

Dal web il 4% del Pil dei paesi industrializzati
Attualmente, si stima legato alla rete circa il 4% del Pil dei 30 paesi più sviluppati, con un contributo medio del 21% della crescita del prodotto interno lordo. La percentuale del 4% del Pil per l’Italia scende al 2,1%, ma ci sono ampi margini di sviluppo: si prevede che nel 2015 il contributo fornito da internet all’economia italiana oscillerà fra il 3,3 e il 4,3% del Pil raggiungendo un valore di 59 miliardi di euro.
Tra le case history di successo dell’agroalimentare tricolore online, all’incontro è stata portata l’esperienza di Caffe Carbonelli, fondata nel 1981 a Napoli, azienda artigiana che utilizza ancora il metodo tradizionale della tostatura a legna, che dal 2006 si è aperta all’e-commerce e oggi distribuisce uno dei caffè più venduti sul web, è tra i migliori venditori su Ebay.it e vende in tutta Europa e nei Paesi arabi. Così come quella di Marchesi de’ Frescobaldi, la cui attività vinicola grazie anche al sito e all’application oggi esporta negli Stati Uniti, in Canada, Germania, Svizzera, Giappone e Russia e altri 80 Paesi.
L’Italia è un brand riconosciuto all’estero – ha sottolineato Eric Schmidt, chief executive chairman di Google –. Inoltre il modello produttivo italiano si può definire una sorta di artigianato industriale, che è in grado di rispondere alle esigenze di grande qualità, forte personalizzazione e sa sostenere produzioni limitate. Questo lo rende ideale per avere successo in internet, perché grazie alla rete può raggiungere clienti sparsi in tutto il mondo facendo sì che prodotti di nicchia non siano più vincolati come in passato a mercati di nicchia. Il made in Italy oggi non è ancora sufficientemente presente online, né usa abbastanza la rete per riuscire in questo obiettivo. Serve una maggiore capacità delle imprese italiane, tutte, anche le più piccole, di farsi vedere agli occhi del mondo attraverso internet”.
De Girolamo ha infine annunciato l’impegno del Mipaaf di realizzare 4.500 km in più di banda larga nelle aree rurali, proprio per aiutare le imprese agroalimentari italiane a entrare più agevolmente ed efficacemente nel web.

© Riproduzione riservata