RETAIL

Amazon, pro e contro del servizio Dash Button

Il pulsante fisico per ordinare i prodotti sbarca in Europa tra grandi aspettative e qualche polemica. Può rivoluzionare il modo di fare la spesa

Oltre l’ecommerce, almeno quello inteso in senso tradizionale. Forte del successo riscosso negli Stati Uniti, il colosso californiano ha deciso di lanciare i suoi pulsanti Dash anche in Europa, cominciando da Regno Unito, Germania e Austria. Uno strumento automatico e innovativo, che permette di riordinare un determinato prodotto associato al dispositivo, premendo semplicemente su di esso. Dunque, niente più connessioni alla piattaforma online, né ricerche o inserimento di dati. Basta cliccare sull’apparecchio per vedersi recapitare a domicilio, entro poche ore, l’articolo desiderato, magari poco prima di esaurirne le scorte in casa. Il tutto senza costi aggiuntivi, considerato che Amazon vende i Dash Button a 5 sterline l’uno, riservandoli ai clienti Prime, ma poi rimborsa gli acquirenti con un credito di pari importo. Sono già una quarantina, quindi, i marchi in Gran Bretagna che hanno siglato un accordo con il colosso di Jeff Bezos per essere inseriti nel programma, tra cui Gillette, Listerine, Olay e Right Guard. Un numero destinato ad aumentare rapidamente, coinvolgendo anche altre categorie, food e beverage compreso, come d’altronde già accade oltreoceano. 

LE CRITICHE – Proprio l’abbinamento della tecnologia a un solo brand continua però a suscitare qualche malumore. Il sistema, del resto, incentiva il mantenimento delle medesime abitudini di consumo, scoraggiando gli shopper a cambiare marca o cercare alternative in grado di soddisfare le proprie esigenze. Ma soprattutto, a detta di altri, Dash spingerebbe verso una sorta di consumo insostenibile e, in più, dal punto di vista ambientale, avrebbe non poche pecche. Potrebbe, infatti, innescare il lancio sul mercato di innumerevoli dispositivi in plastica, oltre a incrementare le emissioni nocive, aumentando sensibilmente il numero delle consegne a domicilio di un solo prodotto.

LA RISPOSTA – Amazon, dal canto suo, si difende dalle accuse. La multinazionale americana, del resto, ha dichiarato la propria disponibilità a coprire completamente i costi per il riciclaggio dei pulsanti, mentre intende fare il possibile per raggruppare gli ordini, come del resto già accade per il servizio web e l’app.