Il Rapporto Coop 2023: gli italiani ai tempi dell’incertezza

L’analisi propone uno spaccato dell’Italia odierna, alle prese con l’inflazione che indebolisce il potere d’acquisto e fa schizzare i prezzi, più attenta a evitare gli sprechi ma comunque fiduciosa. L’estratto è disponibile sul portale italiani.coop
Il Rapporto Coop 2023: gli italiani ai tempi dell’incertezza

È disponibile sul sito web italiani.coop l’anteprima digitale del Rapporto Coop 2023, che fotografa come ogni anno i consumi e gli stili di vita degli italiani. Il documento sottolinea innanzitutto che quello che stiamo vivendo è un tempo incerto, forse più oscuro, dove tante variabili importanti e altrettanti ipotetici punti di svolta si combinano in innumerevoli futuri possibili. Il procrastinarsi della fine del conflitto russo-ucraino alimenta nuovi rischi e venti di guerra, l’Europa resta in bilico tra la promessa di unità e una vera affermazione globale, l’intelligenza artificiale fa grandi promesse ma minaccia il lavoro di tanti, il climate change mina la nostra quotidianità, ma non impegna ancora Stati e imprese, l’esuberanza demografica dell’Africa si contrappone alla denatalità europea (e italiana). E poi l’inflazione e il debito mondiale che minacciano la crescita globale, con l’Italia che affida buona parte del proprio futuro economico al successo del Pnrr. 

RESILIENTI E CONSAPEVOLI

Ultimi in Europa per crescita dei salari e colpiti duramente dall’eccezionale incremento dei prezzi, gli italiani non si sono dati per vinti. Sostenibili e consapevoli, forti di una sorprendente fiducia e una grande serenità d’animo, utilizzano con parsimonia i loro risparmi, si impegnano a lavorare tutti e di più, limitano gli sprechi, rinunciano a malincuore alle vacanze, alle cene con gli amici, alla casa, all’auto e persino al telefono nuovo. 

Nonostante questo impegno il disagio sociale cresce a dismisura e penetra in profondità nel tessuto sociale della classe media. E sono in molti a dover rinunciare ad una vita dignitosa e costretti a sopravvivere. A pagare soprattutto i giovani relegati ai margini della società e nel ghetto del lavoro povero.

CIBO E INFLAZIONE

Secondo il Rapporto Coop, il cibo resta al centro del sistema valoriale e degli stili di vita degli italiani ma l’inflazione li obbliga sempre più a rinunciare alla loro identità alimentare. Infatti, proprio il cibo rappresenta l’ultima trincea delle famiglie che pur di difendere la qualità hanno tagliato gli sprechi, rinunciato al superfluo, scelto prodotti meno costosi, preferito la marca del distributore ai grandi brand industriali. 

Da qui in avanti il rischio concreto è di un impoverimento degli acquisti, che spinge il mercato verso il ricorso al discount, ai prodotti di minore qualità, all’abbandono dello stile alimentare italiano, a partire dal consumo di frutta e verdura. La crisi mette sotto pressione i bilanci degli operatori del settore e ridisegna gli equilibri della filiera alimentare.

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