L’attenzione sull’intelligenza artificiale nel retail e in particolare nella Gdo si è concentrata fin qui quasi esclusivamente sull’AI generativa e sull’assistenza al cliente tramite e-commerce chatbot o assistenti virtuali di shopping. Tuttavia, la vera svolta operativa in questo ambito sta avvenendo nei foundation model comportamentali e nelle architetture dati unificate.
Accanto ai tradizionali modelli linguistici emerge oggi una nuova categoria addestrata specificatamente sul comportamento d’acquisto e di consumo. Questi modelli imparano da sequenze di transazioni, carrelli abbandonati, frequenza di riacquisto e preferenze di prodotto. Possono così risolvere casistiche complesse come la raccomandazione iper-personalizzata o la previsione del churn, utilizzando un modello basato su embedding condivisi.
I retailer hanno un notevole vantaggio perché sono in grado di comprendere e anticipare il cliente leggendone il comportamento d’acquisto in tempo reale, consentendo di proporre l’offerta giusta al momento giusto e ottimizzare la loyalty.
L’ottava edizione dell’Innovation Radar di SDG Group delinea a questo proposito un panorama tecnologico in cui foundation model, architetture unificate e sistemi di company brain diventano asset strategici per la competitività nel largo consumo e nel retail.
Le nuove frontiere tecnologiche per il business
La ricerca analizza come le tecnologie stiano trasformando il core business delle imprese attraverso quattro pilastri fondamentali:
- Foundation model e architetture dati – L’adozione di modelli addestrati su transazioni finanziarie sta rivoluzionando la gestione del rischio e la prevenzione delle frodi. Parallelamente, l’utilizzo di architetture come databricks LTAP permette di unificare carichi operativi e analitici, eliminando la duplicazione delle informazioni e garantendo un aggiornamento continuo, essenziale per la gestione del customer service in tempo reale.
- La gestione della conoscenza aziendale – Il superamento del caos documentale passa attraverso l’adozione di agentic knowledge base, che evolvono verso ontologie a grafo, e la creazione di un company brain. Quest’ultimo funge da ecosistema multi-piattaforma orchestrato, riducendo drasticamente i tempi di ricerca e le inefficienze legate alle attività di ricopiatura manuale.
- Un approccio orientato ai risultati – Massimiliano Rosatelli, Head of Data & AI di SDG Group Italy, sottolinea come l’intelligenza artificiale sia ormai entrata nella sua fase attuativa. L’obiettivo attuale per i manager dell’industria alimentare e della grande distribuzione è individuare le applicazioni a maggior ritorno sull’investimento. Il report, discusso durante gli #SDGRadarTalks, offre alle aziende le chiavi di lettura per implementare queste innovazioni con rigore metodologico, trasformando la complessità tecnologica in un concreto vantaggio competitivo.