Matteo Zoppas, Presidente Ice, interviene a SIAL Paris 2026: export e made in Italy protagonisti

SIAL 2026, Ice: “L’export continua a trainare il made in Italy”

Nonostante la pressione dei dazi Usa e l'incertezza dei mercati globali, l'agroalimentare italiano tiene il passo e punta a nuovi record. L'intervista al Presidente di Ice-Agenzia Matteo Zoppas
Matteo Zoppas, Presidente Ice, interviene a SIAL Paris 2026: export e made in Italy protagonisti

Nonostante un avvio d’anno brillante seguito da un leggero rallentamento e dalle forti fluttuazioni generate dai dazi statunitensi, il comparto agroalimentare italiano si conferma il vero traino dell’export nazionale. Dopo i risultati record dell’anno precedente, che hanno visto il valore delle esportazioni passare da 64 a 72 miliardi di euro, le aziende italiane dimostrano una straordinaria capacità di adattamento: per tutelare le quote di mercato negli Usa ed evitare impennate di prezzo al consumo, gli imprenditori hanno assorbito parte del carico dei dazi sacrificando i propri margini e riorganizzando gli investimenti. Ai microfoni di Food, in occasione dell’edizione 2026 di SIAL Paris, il Presidente di Ice-Agenzia Matteo Zoppas ha analizzato dati e prospettive dei prodotti made in Italy.

I dati più recenti dell’Istat confermano i primi segnali di ripresa anche per settori chiave come quello vitivinicolo, che dopo il forte calo di inizio anno negli Stati Uniti ha registrato una traiettoria positiva nei mesi estivi di luglio e agosto. Un ruolo determinante è svolto, sottolinea Zoppas, dalla presenza capillare e costante del sistema-Paese nelle principali vetrine fieristiche internazionali (da SIAL a TuttoFood, fino a Fancy Food, Foodex e Gulfood) e dal forte impegno promozionale istituzionale. Tra le leve strategiche previste per consolidare la crescita figurano la promozione dell’internazionalizzazione e la valorizzazione della candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale UNESCO.

Con un export complessivo del food&beverage made in Italy in crescita del +5% nei primi otto mesi dell’anno, l’agroalimentare guarda con fiducia verso il 2027, forte di una comprovata capacità storica di superare le congiunture avverse e di “vivere nell’imprevisto“.

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