I recenti blocchi dei trasporti hanno riacceso i riflettori sulle fragilità logistiche del Paese, colpendo in modo peculiare il Sud Italia. Con il 42,7% delle famiglie meridionali che dichiara difficoltà finanziarie, il blocco dei rifornimenti ha messo in crisi un sistema di consumo già profondamente trasformato. Secondo le ultime rilevazioni dello Shopper Panel di YouGov, monitorando oltre 18.000 famiglie, emerge un consumatore meridionale che predilige la frequenza d’acquisto elevata (222,3 atti annui) a scapito dello scontrino medio (17,04 euro), cercando attivamente promozioni e riducendo sprechi.
Il peso del libero servizio nel meridione
Le abitudini locali vedono una forte persistenza del libero servizio: macellerie (51,5%), panetterie (45,6%) e negozi di ortofrutta (45,4%) rappresentano ancora il cuore del commercio di prossimità. È proprio qui che il blocco dei trasporti e, quindi, delle merci ha mostrato i segni più critici. Se la grande distribuzione ha sofferto per la mancanza di scorte di prima necessità, i piccoli negozi hanno subito l’impossibilità di approvvigionamento immediato di prodotti a breve shelf life, pilastri della dieta locale.
La resistenza dei consumi: cura casa e persona
Nonostante le difficoltà, i comparti che registrano valori superiori alla media nazionale rimangono solidi. Il Sud mostra un interesse spiccato per il mondo della casa (+31%) e della persona (+21%), oltre che per la drogheria alimentare (+10%). Pasta di semola (+55%), conserve di pomodoro (+47%) e detergenti (+72% per la candeggina) si confermano driver d’acquisto imprescindibili. Marco Pellizzoni, Direttore commerciale YouGov Shopper, sottolinea: “Gli scaffali vuoti nella grande distribuzione sono probabilmente da attribuire alla particolare contingenza, che ha portato alla carenza di generi di prima necessità a causa dell’assenza di rifornimenti e per la concomitante volontà delle famiglie che si sono sentite obbligate a procurarsi scorte in contrasto con quanto solitamente avviene“.