Il 2026 segna una ricorrenza di prestigio per il comparto dei salumi: i Salamini Italiani alla Cacciatora Dop festeggiano i primi 25 anni dal riconoscimento della denominazione di origine protetta. Un traguardo che non rappresenta solo un anniversario storico, ma la conferma di un percorso evolutivo capace di imporre questo prodotto come un’eccellenza iconica del made in Italy sui mercati internazionali.
Numeri da record: il volano dell’export
Il comparto vive una fase di straordinario dinamismo. I dati di mercato relativi al 2025 evidenziano una crescita delle vendite complessive del 5%, con una performance ancor più brillante per il segmento dell’affettato (+47%). Il vero motore di questa espansione resta però l’export, che oggi incide per il 40% del totale certificato, in decisa ascesa rispetto al 34% dell’anno precedente.
La Germania si conferma il partner commerciale di riferimento, assorbendo oltre la metà dei volumi esportati con un incremento del 39%. Particolarmente rilevante appare la crescita nel mercato britannico (+74%), sostenuta efficacemente dal programma di promozione europeo “THE EU FAB 6“, che ha coniugato attività di valorizzazione nei punti vendita e degustazioni guidate, favorendo un contatto diretto con il consumatore finale.

Strategie per il futuro del Consorzio
“Celebriamo nuovi record, restando fermamente impegnati nella tutela e valorizzazione del prodotto”, ha dichiarato Paolo Beretta, Presidente del Consorzio Cacciatore Italiano. L’ente, nato nel 2003 per presidiare la qualità e contrastare il fenomeno dell’italian sounding, punta ora a consolidare la presenza globale, esplorando nuove piazze internazionali. Con oltre quattro milioni di chilogrammi prodotti ogni anno, il Cacciatore Italiano si conferma il salame europeo tutelato con i maggiori volumi in circolazione, un successo costruito sulla qualità e su una riconoscibilità merceologica ormai consolidata.