Corsia di supermercato Whole Foods con carrello pieno di prodotti alimentari. - vendite

Federdistribuzione: vendite al dettaglio in lieve crescita, ma la domanda resta debole

Consumi frenati dall’incertezza: i dati Istat per il novembre 2025 segnalano un +1,3% a valore e +0,5% a volume, mentre l’alimentare arretra
Corsia di supermercato Whole Foods con carrello pieno di prodotti alimentari. - vendite

I consumi delle famiglie italiane continuano a muoversi in un quadro di debolezza, condizionato da un contesto economico e geopolitico ancora incerto. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat sulle vendite al dettaglio totali di novembre, che mostrano a livello tendenziale una lieve crescita sia a valore (+1,3%) sia a volume (+0,5%).

Dietro il dato complessivo si nascondono però segnali contrastanti. Nel comparto alimentare, infatti, l’andamento dei volumi resta negativo, con una flessione dello 0,5%, a conferma delle difficoltà che continuano a gravare sui bilanci delle famiglie e sulle scelte di spesa quotidiane.

Secondo l’Istat, la fase di debolezza dei consumi è ancora influenzata dagli effetti di un contesto generale segnato da forte incertezza, acuita dal protrarsi delle tensioni geopolitiche internazionali. Un quadro che, nonostante il progressivo rientro dell’inflazione, non consente di intravedere nel breve periodo una reale ripresa della domanda interna.

A rafforzare questa lettura contribuisce anche l’avvio poco dinamico della stagione dei saldi invernali, che evidenzia una cautela ancora marcata da parte delle famiglie, orientate a contenere la spesa e a rinviare gli acquisti non essenziali.

In questo scenario, secondo Federdistribuzione diventa centrale “sostenere una ripresa strutturale dei consumi nel corso del 2026. Una condizione indispensabile per garantire la sostenibilità economica delle imprese e per sostenere la crescita futura del sistema Paese, in un contesto che resta complesso e ricco di incognite”.

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