“Il terremoto generato dall’ennesima crisi in Medio Oriente sta producendo sconquassi con conseguenze dirette per le nostre imprese e per le famiglie. Accanto alla necessità di interventi straordinari per far fronte all’impennata dei costi e alla necessità di diversificare i mercati, condividiamo le parole del Ministro degli Esteri annunciate oggi in Aula e l’annuncio di un pacchetto di misure a sostegno delle imprese che stanno già subendo le conseguenze economiche del conflitto”. Lo afferma in una nota Giuseppino Santoianni, Presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, commentando le ripercussioni economiche della crisi nell’area mediorientale in seguito alla comunicazione alla Camera dei Deputati dei ministri Tajani e Crosetto.
“In uno scenario sempre più instabile, la resilienza delle catene del valore non può dipendere soltanto dalla capacità delle singole imprese – osserva Santoianni –. Quando energia e logistica entrano in tensione, i rincari si propagano lungo le filiere e finiscono per colpire l’intera economia, compresa l’agricoltura. Pensiamo al mais, agli oli vegetali utilizzati per i biocarburanti come l’etanolo. Tensioni che si riflettono anche nelle attività di trasformazione: essiccazione dei cereali e molitura possono registrare un’incidenza dell’energia fino al 25-30% dei costi. A questo si aggiunge il gasolio agricolo, che per alcune aziende può rappresentare fino al 10-15% dei costi di produzione”.
Delicata anche la situazione dei fertilizzanti: “Circa il 30% degli scambi globali transita proprio dallo stretto di Hormuz. Così come sono sotto pressione anche i corridoi terrestri e il traffico aereo che collegano Europa e Asia, con ricadute su tempi e costi delle catene di approvvigionamento energetico. Affrontare queste situazioni – conclude – deve diventare una priorità strategica per il Sistema Paese. Per questo, abbiamo bisogno di una Piattaforma nazionale per la resilienza geoeconomica delle imprese, capace di supportare il sistema produttivo, in particolare le PMI, a predisporsi alla frequenza di queste crisi con protocolli di risposta rapida e linee guida dedicate alle specificità del settore”.
