Campo di grano al tramonto. Agricoltura rigenerativa Nestlé.

Crisi in Medio Oriente, Coldiretti scrive al Governo: incontro urgente su gasolio ed energia

L’organizzazione agricola chiede misure per contenere l’aumento dei costi legato alle tensioni internazionali: l’impennata dei carburanti rischia di colpire imprese agricole e filiera agroalimentare
Campo di grano al tramonto. Agricoltura rigenerativa Nestlé.

La crisi geopolitica in Medio Oriente e le tensioni nell’area del Golfo iniziano a produrre effetti anche sull’agroalimentare italiano. Coldiretti ha inviato una lettera al Governo per chiedere un incontro urgente alla luce della forte preoccupazione per l’improvvisa impennata del prezzo del gasolio e dei costi energetici, con ricadute dirette sulle imprese agricole.

Nel documento, firmato dal Presidente Ettore Prandini, l’organizzazione evidenzia come l’aumento dei costi dell’energia e del gasolio agricolo stia già incidendo in modo significativo sui costi di produzione delle aziende, aggravando una situazione resa ancora più complessa dalle tensioni internazionali e dall’incertezza sui mercati delle materie prime. Allo stesso tempo Coldiretti chiede di fermare eventuali fenomeni speculativi a danno di imprese e famiglie.

Uno dei nodi riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per i flussi energetici globali. Secondo Coldiretti, le navi che attraversano questo tratto di mare trasportano circa un quinto delle riserve mondiali di petrolio, pari a circa venti milioni di barili al giorno. Dallo stesso corridoio transitano anche le importazioni italiane di petrolio e derivati provenienti dai Paesi del Golfo, che rappresentano quasi un quinto delle forniture complessive del nostro Paese.

In questo contesto l’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti rischia di avere effetti a cascata su tutta la filiera agroalimentare, a partire dal trasporto delle merci. Un’analisi Coldiretti su dati Istat evidenzia infatti come cibo e bevande rappresentino il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in Italia, con il 14% delle tonnellate trasportate e il 18% del totale in tonnellate-chilometro, mentre circa l’88% dei prodotti alimentari viaggia su gomma.

Per le aziende agricole la situazione è particolarmente delicata. Consumi energetici e concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola, con il rischio che ulteriori rincari possano compromettere la sostenibilità economica delle produzioni e mettere sotto pressione l’intera filiera del made in Italy agroalimentare.

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