Campo di mais bianco sostenibile. Agricoltore tra le piante. MartinoRossi e Galbusera.

Mais bianco sostenibile, MartinoRossi e Galbusera riducono acqua, azoto e CO₂

La sperimentazione 2025 segna -60% di acqua, -31% di azoto e -52% di emissioni. Nel 2026 nuovi obiettivi per un’agricoltura replicabile su scala nazionale
Campo di mais bianco sostenibile. Agricoltore tra le piante. MartinoRossi e Galbusera.

La sostenibilità entra nel cuore della filiera agroalimentare con risultati misurabili. MartinoRossi e Galbusera hanno presentato i dati della sperimentazione 2025 sul mais bianco, annunciando il rinnovo della partnership e il passaggio ad una nuova fase progettuale nel 2026, con l’obiettivo di costruire un modello agricolo efficiente e replicabile su larga scala.

I risultati evidenziano un netto miglioramento rispetto alla coltivazione tradizionale in monocoltura a pieno campo. In particolare, l’utilizzo di acqua per l’irrigazione è diminuito del 60,38%, passando da 400 m³/t a 158,48 m³/t, mentre l’apporto di azoto per ettaro si è ridotto del 31%, da 280 Kg/ha a 193,50 Kg/ha. Anche le emissioni di CO₂ hanno registrato una contrazione del 52,06%, scendendo da 386 Kg CO₂ e/t a 185 Kg CO₂ e/t.

Il calo degli input produttivi è stato ottenuto senza compromettere le performance agronomiche, confermando la sostenibilità del modello anche dal punto di vista produttivo.

INNOVAZIONE AGRONOMICA E FILIERA INTEGRATA

La sperimentazione, avviata a maggio 2025, si è svolta presso Agrifuture, azienda agricola sperimentale di MartinoRossi a Malagnino (Cremona), su un’area di 30 ettari dedicata alla ricerca. Il mais bianco, ingrediente chiave dei biscotti senza glutine Galbusera, è stato coltivato con ridotti apporti di acqua e fertilizzanti azotati, nell’ambito di un progetto europeo focalizzato sul monitoraggio dello stoccaggio di carbonio nei suoli.

Stabilimento MartinoRossi: produzione mais bianco sostenibile. Vista aerea, silos e campi.

Tra le soluzioni adottate figurano il sistema di sub-irrigazione Underdrip, progettato per aumentare l’efficienza irrigua riducendo gli sprechi, l’impiego di droni per la distribuzione di biostimolanti fogliari a base di microrganismi e l’applicazione di tecniche di agricoltura rigenerativa, tra cui la minima lavorazione del suolo. Queste innovazioni hanno consentito di ridurre i consumi energetici, l’uso di fertilizzanti e le lavorazioni meccaniche.

STRATEGIA 2026: VERSO LA SCALABILITÀ

Dopo i risultati del 2025, il progetto entra in una nuova fase con obiettivi più ambiziosi. Le due aziende puntano a sviluppare un protocollo di riduzione dei fertilizzanti applicabile anche ai sistemi convenzionali e replicabile su scala nazionale, a ridurre ulteriormente gli input mantenendo le rese produttive e a introdurre nanofertilizzanti organici e biostimolanti, in parte distribuiti tramite droni. La nuova sperimentazione partirà con la semina di aprile 2026 e sarà accompagnata da monitoraggi e trattamenti durante l’intera stagione colturale. La raccolta del mais è prevista tra settembre e ottobre, mentre l’analisi dei dati avverrà a novembre e la presentazione dei risultati è programmata a partire da dicembre.

MARTINOROSSI E GALBUSERA: IL VALORE DELLA COLLABORAZIONE

Proseguire il percorso con Galbusera significa credere nella cooperazione come leva strategica per trasformare la ricerca in soluzioni concrete”, ha dichiarato Gilberto Garuti, Direttore sviluppo nuove tecnologie di MartinoRossi.

Per Luca Fossati, Hse & sustainability Manager del gruppo Galbusera, “lavorare lungo tutta la filiera è fondamentale per migliorare la qualità delle materie prime e ridurre l’impatto ambientale. I risultati 2025 rappresentano un passo decisivo verso modelli agricoli efficienti e replicabili”.

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