Il Parmigiano Reggiano consolida il proprio posizionamento globale nel 2025, chiudendo l’anno con indicatori economici in crescita nonostante un contesto internazionale complesso. Secondo i dati diffusi dal Consorzio, il giro d’affari al consumo ha raggiunto i 3,96 miliardi di euro, sostenuto dall’espansione sui mercati esteri, mentre il mercato domestico registra una contrazione significativa dei volumi.
La produzione si attesta a 4,19 milioni di forme, in aumento del +2,7% rispetto ai 4,079 milioni del 2024. A livello territoriale, Parma si conferma prima provincia con 1,391 milioni di forme, seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni), Modena (0,918 milioni), Mantova (0,524 milioni) e Bologna (0,115 milioni).
Sul fronte commerciale emerge una crescente polarizzazione tra Italia ed estero. La quota export supera per la prima volta la metà del totale vendite, raggiungendo il 50,5% (74.980 tonnellate, +2,7%), con una crescita particolarmente significativa nei mercati extra-UE (+4,2%). Tra le principali destinazioni, si distinguono Regno Unito (+7,8%, 8.400 tonnellate), Canada (+8,3%, 3.900 tonnellate) e Svezia (+8,8%, 2.500 tonnellate). Positivo anche l’andamento negli Stati Uniti (+2,3%, 16.800 tonnellate), primo mercato estero, mentre restano stabili Francia (-0,3%, 14.800 tonnellate) e Germania (+0,1%, 10.400 tonnellate).
In Italia, invece, la quota si ferma al 49,5% e si registra una contrazione dei volumi pari a circa il -10%. L’aumento dei prezzi al consumo ha infatti ridotto la frequenza di acquisto e le quantità per singolo atto, pur mantenendo stabile la base dei consumatori e sostenendo il valore complessivo. Le quotazioni all’origine evidenziano un forte rafforzamento: il prezzo medio del Parmigiano Reggiano 12 mesi si attesta a 13,22 €/kg (+20,6% sul 2024), mentre il 24 mesi cresce del +24,8%, passando da 12,50 €/kg a 15,59 €/kg.
A livello distributivo, la Gdo si conferma il principale canale con il 65,5%, seguita dall’industria (17,3%), trainata dall’utilizzo del prodotto come ingrediente. Il canale Horeca resta marginale al 6,7%, mentre il restante 10,5% è distribuito negli altri canali.
Permangono tuttavia elementi di criticità sul fronte internazionale, in particolare negli Stati Uniti, dove i dazi complessivi hanno raggiunto il 25% (in aumento rispetto al 15% storico), generando incertezza e rallentando le importazioni. Il quadro geopolitico e commerciale rappresenta quindi un rischio concreto per il 2026.
Parallelamente, il Consorzio continua a investire sul rafforzamento del brand con 34,3 milioni di euro destinati a marketing e comunicazione, puntando sul posizionamento premium e sulla valorizzazione delle caratteristiche distintive della Dop. Tra le novità strategiche, debutta il “Progetto Turismo”, iniziativa che mira a trasformare il Parmigiano Reggiano in una vera e propria destinazione esperienziale. L’obiettivo è sviluppare un’offerta integrata tra caseifici, aziende agricole e ospitalità, incrementando i visitatori da circa 85.000 a 300.000 entro il 2029, in un territorio che già oggi registra circa 4 milioni di presenze annue.
