Raccolta pomodori Anicav. Macchinari agricoli al lavoro nei campi. Campagna del pomodoro, filiera agroalimentare-pomodoro

Pomodoro da industria Nord Italia, siglato l’accordo quadro 2026

Intesa raggiunta tra agricoltori e industria prima dei trapianti: al centro qualità, sostenibilità e equilibrio economico in un contesto di costi crescenti e competizione globale
Raccolta pomodori Anicav. Macchinari agricoli al lavoro nei campi. Campagna del pomodoro, filiera agroalimentare-pomodoro

Via libera all’accordo quadro d’area per la campagna 2026 del pomodoro da industria nel Nord Italia. L’intesa è stata raggiunta tra la componente agricola e quella industriale prima dell’avvio della stagione dei trapianti, segnando un passaggio chiave per l’organizzazione della filiera.

A darne notizia è l’Organizzazione Interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia, che ha accolto positivamente l’esito della negoziazione, pur non partecipando direttamente (come previsto dalla normativa) alla definizione dell’accordo.

I CONTENUTI DELL’ACCORDO

Il documento stabilisce i principali parametri contrattuali per la campagna 2026, definendo in modo puntuale le modalità di produzione e di consegna, i criteri qualitativi della materia prima e la valorizzazione economica di riferimento. L’intesa rappresenta un punto di equilibrio tra esigenze spesso divergenti lungo la filiera, con l’obiettivo di tutelare il reddito agricolo e, allo stesso tempo, garantire la sostenibilità economica delle imprese di trasformazione.

PRESSIONI SU COSTI E COMPETITIVITÀ

Il negoziato si è svolto in un contesto particolarmente complesso. Gli agricoltori si trovano infatti a fronteggiare un aumento dei costi di produzione legato all’evoluzione dello scenario geopolitico, a un rischio climatico sempre più elevato e alla necessità di sostenere investimenti continui per la sostenibilità ambientale. Parallelamente, l’industria di trasformazione deve preservare la propria competitività sui mercati internazionali, dove si confronta con operatori di dimensioni continentali, spesso avvantaggiati da normative meno stringenti e da costi energetici inferiori.

Questo risultato dimostra ancora una volta che la collaborazione e il dialogo tra le organizzazioni di produttori e le imprese di trasformazione sono strumenti fondamentali per affrontare le sfide attuali e future”, ha dichiarato Giuseppe Romanini, Presidente dell’OI.

Per Marco Serafini, Presidente di Anicav, la coesione resta decisiva: “In uno scenario internazionale difficile, la coesione è l’unica risposta per una filiera così importante. Auspichiamo un accordo anche nel Centro-Sud”.

I PROSSIMI PASSAGGI

L’OI firmerà l’accordo per presa d’atto e sarà chiamata a svolgere un ruolo operativo rilevante, che include la raccolta in deposito, entro il 20 aprile, dei contratti di fornitura stipulati tra le parti e la successiva verifica della loro conformità rispetto a quanto previsto dall’accordo quadro.

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