Logo McCormick e Unilever Food Solutions: fusione aziende alimentari.

McCormick e Unilever Foods annunciano la fusione

Un’operazione strategica da 20 miliardi di dollari di ricavi che unisce brand iconici come Knorr, Hellmann’s e le spezie McCormick
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Il panorama globale del settore alimentare si appresta a vivere una trasformazione radicale. McCormick & Company e Unilever hanno annunciato ufficialmente un accordo definitivo per fondere McCormick con la divisione Unilever Foods (escludendo le attività in India e altre realtà minori). L’operazione darà vita a un leader mondiale con un fatturato combinato stimato per l’anno fiscale 2025 di circa 20 miliardi di dollari.

I dettagli dell’operazione finanziaria

L’operazione è stata strutturata per garantire la massima efficienza finanziaria e fiscale. Il valore d’impresa attribuito a Unilever Foods è di circa 44,8 miliardi di dollari, mentre per McCormick la valutazione si attesta intorno ai 21 miliardi. Secondo i termini dell’accordo, Unilever riceverà un pagamento idi 15,7 miliardi di dollari oltre a una partecipazione azionaria significativa. Al termine della transazione, gli azionisti di Unilever deterranno il 55,1% della nuova entità, quelli di McCormick il 35%, mentre Unilever PLC manterrà direttamente una quota del 9,9%. La struttura dell’operazione, nota come Reverse Morris Trust, è stata scelta appositamente per mitigare i costi fiscali per la multinazionale anglo-olandese e i suoi investitori.

Un portfolio di marchi senza precedenti

La fusione unisce due delle dispense più famose al mondo. Da un lato, il know-how di McCormick nelle erbe, spezie e condimenti (con brand come McCormick, French’s, Frank’s RedHot e Cholula); dall’altro, la forza globale di Unilever Foods, trainata da giganti come Knorr (che serve oltre 5 miliardi di consumatori) e Hellmann’s.

L’unione permetterà una complementarità geografica perfetta: McCormick sfrutterà l’infrastruttura di Unilever in Europa, America Latina e Asia, mentre i brand di Unilever Foods beneficeranno della leadership di McCormick nel mercato nordamericano.

Leadership e Governance

La nuova società manterrà il nome McCormick e sarà guidata dall’attuale CEO di McCormick, Brendan Foley. Il quartier generale globale resterà a Hunt Valley, nel Maryland, mentre la sede internazionale sarà stabilita nei Paesi Bassi, dove Unilever Foods vanta già un centro di eccellenza per la Ricerca e Sviluppo.

“Questa combinazione trasformativa accelera la nostra strategia e rafforza il nostro focus sul sapore – ha dichiarato Brendan Foley. Insieme saremo in grado di servire i consumatori in modi nuovi, guidando la crescita in categorie ad alta espansione”.

Anche Fernando Fernández, CEO di Unilever, ha sottolineato l’importanza dell’operazione: “Stiamo liberando valore intrappolato e creando una potenza globale nel settore food, permettendo al contempo a Unilever di concentrarsi come ‘pure play’ nelle categorie della cura della persona e della casa”.

Prospettive future

Il closing dell’operazione è previsto per la metà del 2027, previo via libera delle autorità regolatorie e degli azionisti di McCormick. Con una piattaforma di foodservice che da sola varrà circa 6 miliardi di dollari, il nuovo gruppo punta a una crescita delle vendite tra il 3% e il 5% annuo nel medio termine, posizionandosi come il punto di riferimento imprescindibile per l’industria del gusto.

In breve: I numeri del nuovo gigante

Per quanto riguarda i numeri principali che definiscono il nuovo assetto, il gruppo potrà contare su un EBITDA combinato di circa 4,7 miliardi di dollari e un margine operativo del 21%. Le sinergie di costo previste a regime sono di 600 milioni di dollari annui, da raggiungere entro il terzo anno, con una parte di queste risorse che verrà reinvestita per sostenere l’innovazione e il marketing. Inoltre, la piattaforma dedicata al foodservice diventerà un punto di riferimento per la ristorazione mondiale con vendite stimate per 6 miliardi di dollari. L’obiettivo dichiarato è di raggiungere un tasso di crescita delle vendite tra il 3% e il 5% entro il terzo anno post-chiusura, confermando l’impegno a mantenere una politica dei dividendi solida e coerente con la storia di entrambe le società.

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