Antonio Ferraioli, CEO La Doria, sorride. Leader dell'azienda alimentare italiana, ritratto con logo aziendale.

La Doria aumenta i ricavi grazie ad acquisizioni e spinta export

La crescita prosegue nel 2025 (+7,7%): sughi e pasta trainano i conti, con la quota private label all’89,4% del fatturato
Antonio Ferraioli, CEO La Doria, sorride. Leader dell'azienda alimentare italiana, ritratto con logo aziendale.

Ricavi in crescita e rafforzamento industriale per La Doria, che chiude il 2025 con un fatturato consolidato di 1,375 miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto agli 1,277 miliardi del 2024. Il risultato arriva in uno scenario internazionale segnato da incertezze geopolitiche, pressione sui costi e forte competizione nel segmento private label, ma è sostenuto sia dall’andamento commerciale sia dal contributo delle operazioni straordinarie.

ACQUISIZIONI E INTEGRAZIONE INDUSTRIALE

Nel corso dell’anno il gruppo ha completato due acquisizioni rilevanti, ovvero Pasta Lensi e le attività produttive e logistiche di Feger, oggi riorganizzate sotto le denominazioni Fegé e Fegé Logistica. Queste operazioni hanno ampliato il portafoglio prodotti, rafforzando la presenza nella pasta e nei derivati del pomodoro e consentendo al contempo di sviluppare segmenti a maggior valore aggiunto come il biologico e il gluten free. Nel 2025 la priorità è stata l’integrazione delle nuove realtà, con un focus su efficienza produttiva, sviluppo di sinergie industriali e ottimizzazione dell’assetto complessivo del gruppo La Doria.

SUGHI E PASTA GUIDANO LA CRESCITA

L’analisi per linee di prodotto evidenzia come la crescita sia stata trainata soprattutto dalla linea sughi, che registra un incremento del 17,9%, e dalla linea pasta, in forte espansione anche grazie al contributo di Pasta Lensi. Anche i derivati del pomodoro mostrano un andamento positivo, con un aumento del 4,1% sostenuto dai maggiori volumi produttivi. Più stabile il segmento legumi, vegetali e pasta in scatola, mentre la linea succhi di frutta e bevande segna una flessione del 9,1%, in linea con la contrazione dei consumi osservata sul mercato italiano.

A sostenere la performance complessiva ha contribuito anche il pieno consolidamento delle acquisizioni realizzate nel 2024, tra cui Clas e il ramo private label del Pastificio Di Martino, confluite nel gruppo con effetto dal 31 dicembre 2025.

PRIVATE LABEL CUORE DEL BUSINESS

Le private label si confermano il pilastro del modello di business del gruppo, rappresentando l’89,4% del fatturato consolidato. A queste si affiancano le attività di co-manufacturing, che incidono per l’8%, mentre la restante quota del 2,6% è riconducibile principalmente al foodservice e ai marchi propri.

EXPORT DOMINANTE, MA CRESCE ANCHE L’ITALIA

Dal punto di vista geografico, l’export continua a rappresentare la componente predominante del fatturato, con un’incidenza dell’81,2%, mentre il mercato italiano si attesta al 18,8%. Entrambe le aree mostrano comunque una dinamica positiva: i ricavi crescono del 4,5% sui mercati internazionali e del 24,4% sul mercato domestico.

La Gran Bretagna si conferma il principale mercato estero, mentre tra gli altri paesi europei di rilievo si distinguono Germania e paesi scandinavi. Al di fuori dell’Europa emergono come mercati strategici Australia, Giappone e Stati Uniti.

CRESCITA INTERNAZIONALE E SINERGIE GLOBALI

Guardando al futuro, il gruppo intende proseguire nel percorso di sviluppo industriale e di espansione sui mercati internazionali, dove si concentrano importanti opportunità di crescita per i prodotti alimentari Made in Italy e per le private label.

In questa direzione si inserisce anche l’integrazione con Winland Foods nel gruppo Windoria, considerata una leva strategica per rafforzare la presenza in mercati ad alto potenziale come gli Stati Uniti e consolidare ulteriormente il ruolo di partner della grande distribuzione.

Come sottolinea l’Amministratore delegato Antonio Ferraioli (nella foto), i risultati conseguiti nel 2025 confermano la solidità di un modello industriale fondato sulla qualità delle produzioni, sull’efficienza operativa e su un rapporto consolidato con clienti, stakeholder e territorio.

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