La preoccupazione per il contesto internazionale c’è, ma al momento le ripercussioni sulla partecipazione all’edizione 2026 di Tuttofood, in agenda dall’11 al 14 maggio nel quartiere fieristico milanese di Rho Fiera, sono minime. La conferma viene dall’Ad di Fiere di Parma, Antonio Cellie, che nella presentazione alla stampa della manifestazione, ha rassicurato: “Attualmente non registriamo cadute da nessuna geografia di provenienza dei buyer attesi”. Un risultato ottenuto anche grazie a una risposta pronta e concreta: “Abbiamo raddoppiato il budget a disposizione per garantire l’incoming – afferma Cellie –, mettendo sul piatto ulteriori 3 milioni di euro, di cui uno e mezzo stanziato dall’exhibition e la parte restante da Ice-Agenzia. Un budget sacrificato ai nostri margini che servirà, tra l’altro, ad assicurare la presenza delle rappresentazioni coreana e thailandese, grandi exporter di food and beverage, e delle aziende spagnole, polacche e dell’Est Europa, ovvero dai Paesi gli emergenti dell’agri-agro. Senza dimenticare le delegazioni del Centro Sud America, mercati importanti che stanno progressivamente alzando il livello qualitativo delle proprie importazioni, sui quali si sta quindi spostando l’attenzione del Made in Italy, in cerca di nuovi sbocchi che si affianchino agli Stati Uniti, oggi in difficoltà”.
Qualche problema in più si delinea, invece, sul fronte degli espositori. “Gli operatori dell’area Mena – spiega Cellie – sono stati costretti a disdettare i quasi 2.000 metri quadrati che avrebbero dovuto ospitarli: allo stato attuale non sono, infatti, in grado di trasportare in fiere le proprie merci. Abbiamo però già offerto loro la possibilità di partecipare eccezionalmente a Cibus 2027, appuntamento che di norma non accoglie player esteri. Intanto, in questa edizione di Tuttofood gli spazi lasciati liberi saranno occupati da altri espositori, prevalentemente provenienti dall’Europa dell’Est, un’area protagonista di una forte crescita e che cerca visibilità in una fiera come la nostra”.
Come dire, insomma, che, nonostante la complessità di scenario, Tuttofood scalda i motori, macinando peraltro numeri da record: l’edizione 2026, la seconda disegnata da Fiere di Parma, occuperà, infatti, 10 padiglioni per 85mila metri2 netti sold out, pronti ad accogliere circa 5.000 espositori, 4.000 top buyer e oltre 100mila visitatori professionali da 80 Paesi. Il tutto proponendo un percorso espositivo inedito, arricchito di nuove aree tematiche: la visita ideale prende, infatti, il via dai Dairy Products del Padiglione 1, passa per i Meat, Proteins & Cured Meat del Pad. 3 e parte del 4, per il Grocery dei Pad. 7, 5, 10, così da approdare alla Italian Specialty Selection e alla Mixology Experience, ospitate nel Pad. 6, e quindi passare per il Deli, Frozen & SeaFood ai Pad. 2 e 4, dove trova posto anche il Tutto Fruit &Veg, area del fresco che racconta le traiettorie evolutive dei prodotti ortofrutticoli freschi e processati. A chiusura del tour, il Bakery & Snacks al Pad. 8 e Confectionary & Coffee al Pad. 12.
In attesa che si alzi il sipario sull’appuntamento di questo 2026, però, si guarda già anche alle prossime edizioni. “Alcune survey che abbiamo condotto a livello internazionale – anticipa Cellie – ci hanno portato a confermare la calendarizzazione degli appuntamenti del 2028 e del 2030 per il mese di maggio”.
