Food Summit, lo stato dell’agroalimentare tra nuove rotte dell’export e la sfida degli investimenti

Food Summit, lo stato dell’agroalimentare tra nuove rotte dell’export e la sfida degli investimenti

Mentre il protezionismo rallenta l’export verso gli USA, l’Europa premia la qualità italiana. Gregorio De Felice di Intesa Sanpaolo indica la via: rinnovabili, AI e consolidamento
Food Summit, lo stato dell’agroalimentare tra nuove rotte dell’export e la sfida degli investimenti

In un mondo che vede tramontare il multilateralismo a favore di nuove spinte protezionistiche, l’agroalimentare italiano dimostra una flessibilità fuori dal comune. Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, analizza ai microfoni di Food lo stato di salute del settore durante il Food Summit, evidenziando come la qualità del Made in Italy stia vincendo le sfide geopolitiche.

Nonostante un calo del 4,5% delle esportazioni verso gli Stati Uniti, l’industria italiana ha saputo compensare rapidamente crescendo in mercati chiave come Germania, Francia, Polonia e Spagna. Ma per mantenere questa posizione di dominanza, avverte De Felice, è tempo di accelerare sugli investimenti strutturali.

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