pasta italiana

Pasta, la Gdo vince la sfida della gestione sullo scaffale

La survey di Food rileva un giudizio positivo per tre aziende su quattro nei super e ipermercati. Canale discount più polarizzato: soddisfa ma non valorizza la categoria
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Il settore pasta vive una fase di incertezza prudente: secondo la survey realizzata da Food per il Report Pasta su un campione rappresentativo di aziende, le aziende interpellate percepiscono pressioni competitive ed economiche, ma continuano a individuare opportunità di crescita attraverso qualità, sostenibilità, innovazione ed export. Dalle valutazioni emerge una percezione complessivamente positiva della gestione della categoria pasta sia nella Gdo sia nei discount, pur con alcune differenze significative

Per quanto riguarda la Gdo, quasi tre quarti degli intervistati esprimono un giudizio favorevole: il 44% definisce la gestione “adeguata”, mentre il 30% la considera addirittura “efficace” o “ottimale”. Tuttavia, una quota non trascurabile (26%) evidenzia criticità, giudicandola “deficitaria” o “insufficiente”, segnalando margini di miglioramento nella gestione di assortimenti, prezzi e attività promozionali. Nel caso dei discount, il giudizio appare più polarizzato. Anche qui il 44% degli intervistati ritiene la gestione “adeguata”, ma la percentuale di valutazioni positive più elevate (“efficace” e “ottimale”) si ferma al 22%, inferiore rispetto alla Gdo. Parallelamente, cresce la quota di chi la considera “deficitaria” (33%), pur senza registrare giudizi di “insufficienza”. Questo suggerisce che i discount siano percepiti come operatori in grado di garantire una gestione soddisfacente della categoria, ma con minore capacità di valorizzarla rispetto alla Gdo tradizionale. 

In sintesi, la Gdo viene valutata meglio dei discount, grazie a una maggiore incidenza di giudizi eccellenti, mentre i discount risultano più esposti a valutazioni critiche, pur mantenendo una base solida di giudizi positivi. 

Potere d’acquisto in calo

Il settore si confronta con un contesto competitivo complesso, ma che continua a intravedere importanti opportunità di sviluppo. Sul fronte delle sfide, la principale preoccupazione riguarda la crescente pressione della marca del distributore e la forte sensibilità al prezzo dei consumatori, indicata dal 63% degli intervistati. A questa si aggiunge una domanda interna stagnante e orientata al trading down (44%), che spinge molti consumatori verso soluzioni più economiche. Restano rilevanti anche le pressioni sui costi, legate ai rincari di energia, fertilizzanti e logistica (37%), mentre risultano meno sentiti il costo del grano duro e la volatilità delle materie prime (19%). Solo una quota marginale considera prioritari i rischi legati ai dazi statunitensi e all’incertezza dei mercati export (4%). 

Nonostante queste criticità, gli operatori individuano diverse opportunità di crescita. La leva più promettente è rappresentata dalla premiumizzazione dell’offerta e dalle specialità – come pasta integrale, di legumi o ad alto contenuto proteico – segnalata dal 52% degli intervistati. Seguono la crescita della pasta fresca, dei nuovi formati e delle soluzioni ready to eat (41%), a conferma della ricerca di innovazione e praticità. Anche la sostenibilità viene riconosciuta come un importante fattore competitivo (37%), insieme al potenziale di sviluppo del made in Italy sui mercati internazionali (33%) e alla valorizzazione di una filiera italiana tracciata e certificata (30%). 

Nel complesso, il settore appare impegnato a gestire una crescente pressione sui prezzi e sui consumi, ma vede nella differenziazione, nell’innovazione di prodotto, nella sostenibilità e nella valorizzazione dell’origine italiana le principali direttrici per creare valore e sostenere la crescita futura. 

Approccio prudente, ma orientato alla crescita

Le risposte delineano un settore che guarda ai prossimi 12 mesi con un cauto ottimismo, poiché l’obiettivo dichiarato da parte dei player interpellati è in primo luogo la creazione di valore. Sul fronte dei prezzi, prevale l’aspettativa di una sostanziale stabilità o di aumenti contenuti a scaffale, segno della volontà di mantenere competitività in un mercato particolarmente sensibile al prezzo. 

Per sostenere lo sviluppo, le aziende intendono puntare soprattutto su innovazione di prodotto, ampliamento dell’offerta e lancio di nuove referenze, affiancando questa strategia al rafforzamento del posizionamento premium e del valore di marca. Parallelamente, rimangono centrali l’efficienza produttiva e il contenimento dei costi, mentre l’espansione sui mercati esteri continua a rappresentare una leva importante di crescita. Anche il segmento della pasta fresca e refrigerata viene considerato un’area con interessanti prospettive di sviluppo. 

Per quanto riguarda l’export, il fattore ritenuto più determinante sarà l’andamento della domanda nei principali mercati di destinazione, in particolare Stati Uniti ed Europa. Restano tuttavia elementi di attenzione la crescente concorrenza della pasta estera a basso costo, l’andamento del cambio euro-dollaro e l’eventuale introduzione di dazi o altre barriere commerciali. 

Sul tema della sostenibilità emerge una visione ampia e strutturata. Gli investimenti futuri si concentreranno soprattutto sullo sviluppo di packaging più sostenibili, sulla valorizzazione di filiere tracciate e responsabili, sull’ottenimento di certificazioni ambientali e di filiera, nonché sulla riduzione dei consumi idrici e dell’impronta carbonica lungo tutta la catena produttiva e logistica. 

Infine, le aziende percepiscono ancora una significativa distanza tra industria e distribuzione su alcuni temi strategici. Le divergenze riguardano principalmente il ruolo crescente della marca del distributore (Mdd) a scaffale, le politiche di prezzo e promozione, la gestione degli aumenti dei costi delle materie prime e il livello di investimento necessario per sostenere innovazione, premiumizzazione e sostenibilità. Questo evidenzia come la ricerca di un equilibrio tra creazione di valore e pressione competitiva resti una delle principali sfide relazionali della filiera. 

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