Agricoltura rigenerativa: mano pianta germoglio nel terreno. Alleanza General Mills e Walmart per un futuro sostenibile. - Hormuz

Sostenibilità e salute: driver nelle decisioni d’acquisto

Dall’ultima ricerca condotta da Bain & Company emerge che il 76% dei consumatori italiani mette nel suo carrello sempre più prodotti più salutari e sostenibili e si dichiara disponibile a spendere di più a fronte di queste caratteristiche. L’attenzione alla sostenibilità ambientale, infatti, è tornata a crescere
Agricoltura rigenerativa: mano pianta germoglio nel terreno. Alleanza General Mills e Walmart per un futuro sostenibile. - Hormuz

Dopo un triennio piuttosto “tiepido”, la sensibilità ambientale è tornata a crescere tra i consumatori, anche in conseguenza degli eventi climatici estremi che si verificano sempre più di frequente e al peggioramento dell’inquinamento dell’aria. Matteo Capellini, Partner e Responsabile globale della Sustainability Value Creation Solution Bain & Company, spiega: “La preoccupazione per la salute sta diventando un driver sempre più concreto delle scelte di consumo: il 76% degli italiani dichiara di aver cambiato ciò che acquista per timore di Pfas, Bpa o microplastiche, quattro punti percentuali in più rispetto alla media globale, pari al 72%. La sostenibilità entra nel carrello soprattutto quando viene associata a benefici per la salute”. La quarta edizione del Visionary CEO Guide to Sustainability 2026 di Bain & Company rivela che oggi l’85% degli oltre 7mila consumatori italiani interpellati si dichiarano preoccupati per la sostenibilità ambientale (l’anno scorso erano l’81%) e questo dato è in linea con la media globale. Gli investimenti, le innovazioni tecnologiche e i risultati concreti invece non sembrano stare al passo dell’attenzione da parte degli shopper, nonostante nel 2025 gli investimenti abbiano raggiunto il record di 2.400 miliardi di dollari che sono però confluiti per il 90% in tre soli ambiti: energia pulita, edilizia e mobilità.

LE GENERAZIONI PIÙ SENSIBILI

Il livello di preoccupazione per l’ambiente più elevato si registra nella Gen Z, con il 92% degli intervistati che dimostrano un’alta sensibilità verso le tematiche della sostenibilità; anche l’85% dei Boomer tuttavia esprime inquietudine sia per gli eventi climatici estremi – che in generale preoccupano quasi la metà degli italiani – sia per la qualità dell’aria (20% degli intervistati). Di conseguenza gli shopper italiani dichiarano di essere disponibili a pagare il 14% circa in più per un prodotto che garantisca la sostenibilità; se alla sostenibilità si associano anche dei benefici per la salute, il differenziale di prezzo sale al 18% (globalmente le percentuali si attestano rispettivamente al 18% e al 24%). Pur invitando a considerare con cautela tali dichiarazioni, il trend è evidente: sostenibilità e salute stanno assumendo un peso crescente nelle decisioni d’acquisto.

L’IMPATTO ENERGETICO DELL’AI: UNA PERCEZIONE ERRATA 

È interessante infine la preoccupazione rilevata in merito all’impatto dell’AI, che nei prossimi tre anni rappresenterà circa l’1% dell’energia globale, contro oltre il 10% previsto dai dirigenti e consumatori. Una percezione decisamente sovrastimata che sta tuttavia già condizionando i comportamenti dei consumatori: due su tre, infatti, stanno limitando ciò che condividono, cambiando piattaforma o rinunciando ad alcuni strumenti.

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