La mortadella affronta una fase di riassestamento strategico all’interno del carrello della spesa degli italiani, mossa da un clima generale di prudenza e da un ricalcolo delle priorità di consumo. I dati NIQ legati al panel consumatori mostrano una penetrazione domestica che si attesta al 72,8%, pari a una base complessiva di 18,76 milioni di famiglie acquirenti. Sebbene si registri una leggera contrazione degli acquirenti totali e una flessione della frequenza di spesa a 9,4 atti annui, a tenere in equilibrio la categoria è l’elevata fedeltà del pubblico: l’86,8% dei consumatori effettua due o più acquisti l’anno. Cambia la struttura dello scontrino, con un valore medio per singolo atto che sale a 2,20 euro e segnala una spesa più concentrata e consapevole.
I prezzi dei suini in netta flessione
Sul fronte industriale, la produzione nazionale di salumi ha chiuso l’ultimo anno a 1,173 milioni di tonnellate per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro, confermando la mortadella – insieme ai würstel – come un pilastro portante dell’intero comparto grazie a 236.500 tonnellate prodotte. Questa solida tenuta strutturale beneficia di un quadro d’approvvigionamento decisamente più favorevole rispetto al passato. Le quotazioni del Crefis evidenziano infatti un netto ridimensionamento dei prezzi dei suini da macello destinati al circuito tutelato, con la classe di peso 156-200 kg scesa a 1,568 euro al chilo e flessioni tendenziali annue che arrivano a toccare il -19,4%. Una tendenza analoga interessa il circuito non tutelato, alleggerendo la pressione sui costi di trasformazione.
Consumi interni stabili e spinta decisiva dall’export
Nel bilancio nazionale la disponibilità al consumo di mortadella e würstel si mantiene sostanzialmente stabile a 194.200 tonnellate, pari a un consumo apparente pro capite di 3,3 kg annui. Con una quota del 19,6% sul totale dei salumi, la mortadella si conferma la terza specialità più consumata in Italia, posizionandosi subito dietro i prosciutti cotti e crudi. A dare il vero impulso al settore sono tuttavia i mercati esteri. Le esportazioni elaborate da Assica mostrano un’ottima progressione a doppia cifra in valore, superando i 269,8 milioni di euro per oltre 52.800 tonnellate spedite. A fare da traino è la domanda proveniente dai Paesi dell’Unione Europea, cresciuta dell’11,3% a valore, mentre l’area extra-Ue, dopo mesi di sofferenza, mostra i primi segnali di ripresa con un recupero dei volumi nell’ultimo trimestre.