Stabilimento Plasmon con insegna rossa, sede della filiera italiana del latte e degli stabilimenti produttivi.

Plasmon rilancia la gamma latte e punta sulla filiera italiana

Dalla materia prima al nuovo packaging, lo storico marchio di baby food valorizza i 45 anni del Protocollo Oasi nella Crescita e l’expertise industriale di NewPrinces. La parola a Elisa Cavestro, Head of Marketing di Princes Italia
Stabilimento Plasmon con insegna rossa, sede della filiera italiana del latte e degli stabilimenti produttivi.

Innovazione, qualità e profondo legame con il territorio italiano. Plasmon dà un nuovo, forte impulso alla sua presenza nel segmento del latte per l’infanzia, un mercato strategico che nel nostro Paese vale complessivamente 278 milioni di euro.

Il rilancio si inserisce nella nuova fase aperta dall’ingresso di Plasmon in NewPrinces, Gruppo industriale con una solida expertise nel settore lattiero-caseario, e punta a rinnovare l’intero portafoglio: dai latti infanzia (inclusi latti crescita) e latti speciali (alimenti a fini medici speciali per l’infanzia), in formule liquide e in polvere.

Un impegno costante lungo l’intera filiera

Alla base della proposta c’è una scelta precisa: l’utilizzo di latte fresco italiano selezionato fin dall’origine. Il percorso segue le regole Oasi nella Crescita, Protocollo esclusivo di Plasmon, nato 45 anni fa (nel 1981) per definire rigidi standard di sicurezza, tracciabilità e qualità prima ancora che la materia prima entri negli stabilimenti.

“Il 2026 per noi è un anno molto importante, di transizione, in cui grazie al gruppo NewPrinces abbiamo deciso di tornare a investire in modo importante nel nostro brand con un grande focus sul mondo del latte – spiega Elisa Cavestro, Head of Marketing di Princes Italia –. In questi mesi abbiamo lavorato alla completa rivisitazione della gamma, rinnovando tutte le nostre formule per rendere ogni singolo prodotto il più completo sul mercato e rispondere con una gamma ampia e articolata alle esigenze del bambino nelle sue diverse fasi di vita”.

“Il latte è una categoria strategica e Oasi nella Crescita rappresenta uno dei pilastri della fiducia che le famiglie ripongono in Plasmon – prosegue Cavestro –. Non si tratta semplicemente di un insieme di standard da rispettare, ma di un modello che coinvolge l’intera filiera attraverso controlli rigorosi e processi che garantiscono la completa tracciabilità. Per noi la qualità, prima che un obiettivo, è il punto di partenza”.

Verso una maggiore innovazione a scaffale

Il cuore pulsante di questa filiera si trova nello stabilimento di Ozzano Taro, in provincia di Parma. Il sito ospita l’unico impianto di spray drying (atomizzatore) in Italia interamente dedicato al baby food, consentendo di trasformare direttamente il latte fresco liquido nelle formule, in polvere e liquide.

In parallelo al rinnovamento delle ricette (che per i latti crescita vedono la presenza di ingredienti funzionali ad azione sinergica, tra cui l’esclusivo postbiotico Nutri-Mune, vitamine A, C, D, HiMO e GOS) arriva anche una nuova visual identity a scaffale. La grafica è pensata per mettere subito in evidenza sul pack l’origine italiana del latte, il protocollo Oasi nella Crescita e l’efficacia degli ingredienti funzionali.

Non solo latte: biologico e pouch per nuovi stili di vita

Se la storia del brand affonda le radici nel 1902, lo sguardo resta puntato sull’evoluzione delle famiglie contemporanee. La gamma si è arricchita nel tempo con la linea biologica, Plasmon Bio, per i genitori che scelgono questo tipo di alimentazione per lo svezzamento, e con l’introduzione di referenze di ad alto tasso di innovazione, come gli snack, che di fatto hanno creato una nuova categoria, e le pouches di frutta.

Prodotto nello stabilimento di Latina grazie all’unica linea asettica in Europa per questa tipologia di packaging, il formato pouch risponde al bisogno di autonomia dei bambini e alla praticità richiesta dai genitori: “Nasce dalla consapevolezza che il bambino affronta le fasi della crescita sviluppando la propria autonomia anche a tavola. È un’esperienza che permette ai bambini di crescere imparando a fare cose gradualmente da soli. Per i genitori è la certezza di offrire un prodotto sicuro, che permette di sperimentare il gusto originale della frutta”, conclude Cavestro.

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