Una filiera corta da raccontare in modo chiaro al consumatore. È il nuovo posizionamento di Mielizia, marchio di Conapi, Consorzio Nazionale Apicoltori, che porta ora sui vasetti il payoff ‘Dal fiore a te’.
La cooperativa di Monterenzio (Bologna), che riunisce oltre 600 apicoltori attraverso 238 soci conferitori, conta circa 100.000 alveari ed è leader nella produzione di miele biologico, stima per il 2026 conferimenti superiori alle 2.000 tonnellate. Il cambio di passo mette al centro l’origine del prodotto e le persone che lo realizzano. ‘Dal fiore a te’ lancia un messaggio molto preciso. “In quattro parole c’è il racconto di tutta la filiera”, spiega Laura Betti, Responsabile marketing Conapi Mielizia. “Fiori, api, apicoltori, produzione, cooperativa e consumatore finale. Un filo diretto, senza altri intermediari. Una filiera corta, comunicata con un linguaggio diretto”. ‘Dal fiore a te’ è accompagnato dalla campagna di comunicazione consumer e trade ‘Dalle nostre api alle tue mani’, dove i protagonisti sono veri soci apicoltori.

Etichetta aggiornata e formati innovativi
Anche il vasetto si rinnova, riportando ora sul fronte il pay off, il bollino giallo con la scritta ‘oltre 600 apicoltori – filiera corta’ e la dicitura ‘100% italiano’. Rimangono gli altri elementi già presenti sulla confezione Mielizia, tra cui l’indicazione ‘miele non pastorizzato’ a certificare che il miele non ha subito trattamenti termici (che ne invaliderebbero le caratteristiche organolettiche e nutrizionali) e il QR code che rende tracciabile il prodotto.
“Oltre ai classici vasi in vetro nei formati tradizionali, proponiamo altre confezioni innovative” continua Laura Betti. “Per esempio le bustine per la prima colazione destinate al mondo Horeca, e lo squeeze pratico da dosare con valvola salvagoccia. In più lo sport pocket, un formato da soli 100 g in doypack, molto comodo da portare con sé durante l’attività sportiva e che è diventato la terza referenza Mielizia più venduta. La gamma Mielizia comprende anche frollini e composte di frutta oltre agli integratori alimentari sempre ricavati dalla filiera api, come polline e pappa reale”.
Direttiva Breakfast: sul vasetto i Paesi d’origine
La direttiva europea Breakfast aggiorna le regole per alcuni prodotti da prima colazione (succhi di frutta, marmellate e confetture, latte conservato e, dal 14 giugno 2026, anche miele). Per il miele, ci sono nuovi obblighi: nelle miscele (dove prima era sufficiente un generico ‘miscela di mieli UE e non UE), bisogna ora indicare i Paesi di provenienza del prodotto (Paesi d’origine), in ordine decrescente e con le rispettive percentuali. Restano alcune deroghe: se le prime quattro origini superano il 60%, per le successive si possono omettere le quote. “Siamo grati per questo passo avanti, ma crediamo non sia ancora abbastanza: l’ideale sarebbe arrivare all’indicazione dell’origine nella sua totalità, con tutte le percentuali in caso di miscele”, commenta Nicoletta Maffini, Direttrice generale Conapi Mielizia. “È comunque un grande passo avanti. Per noi di fondamentale importanza è anche fare cultura sul miele italiano, sul suo valore e sulla sua varietà”.

Qualità certificata con un nuovo marchio
La cooperativa guarda anche al disciplinare ‘Miele Qualità Certificata’ del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ). È un sistema pubblico di certificazione volontaria istituito in Italia dal Ministero dell’Agricoltura, alla cui stesura Conapi ha dato un importante contributo nell’ambito del lavoro coordinato da Unaapi. Per adottare il disciplinare sono previsti requisiti strettissimi: assenza di pastorizzazione, estrazione solo per centrifugazione, freschezza massima, umidità inferiore al 17%, benessere delle api e tracciabilità dell’intera filiera. È un bollino di alta qualità verificata e oggettiva. In percorso coerente con i valori Conapi che ne auspica la rapida entrata in vigore, nell’attesa che, il 14 ottobre, si concluda l’esame europeo.
Campagna 2026: la filiera ‘tiene’ in controtendenza
Tra caldo e siccità, Conapi mostra una tenuta in controtendenza rispetto alle difficoltà del settore. I conferimenti dei soci, stimati oltre le 2.000 tonnellate, restano in linea con il 2025, ma il raccolto cambia secondo le varietà: buona l’acacia, scarsi gli agrumi, castagno sotto le attese e melata di bosco in forte calo. La stabilità complessiva non cancella quindi gli effetti di una campagna segnata dalle criticità climatiche.
Il bilancio Conapi (anno agricolo luglio 2025-giugno 2026) chiude con un fatturato di 24,5 milioni di euro. Sul mercato italiano del miele, che vale circa 157 milioni ed è in calo dello 0,8% a valore e del 2,4% a volume, Mielizia segna +2,8% a valore e +8,6% a confezioni, con volumi pressoché stabili (-0,2% – dati NielsenIQ delle 52 settimane al 23 agosto 2026). Tra i mercati esteri, Francia e Giappone registrano un aumento del 20% sia a valore sia a volume nell’anno agricolo, sostenuto soprattutto dal biologico. Conapi segnala inoltre l’apertura di nuovi mercati: il Canada, per il marchio Mielizia, e la Corea del Sud, per integratori e prodotti apistici.