Nicoletta Maffini, direttrice generale Conapi, parla di miele italiano e regole UE tra sostenibilità e trasparenza.

Miele italiano e regole UE, Conapi traccia la rotta tra sostenibilità e trasparenza

Campagna produttiva 2026, trend di mercato e l'impatto della 'Direttiva Breakfast': l'analisi di Nicoletta Maffini, Direttrice generale di Conapi Mielizia
Nicoletta Maffini, direttrice generale Conapi, parla di miele italiano e regole UE tra sostenibilità e trasparenza.

A margine della presentazione tenutasi a Milano per il lancio del nuovo payoff di Mielizia, Nicoletta Maffini, Direttrice generale di Conapi, ha fatto il punto ai microfoni di Food sull’andamento della campagna produttiva 2026, sulle dinamiche di mercato e sulle novità normative sul fronte dell’etichettatura.

Campagna produttiva 2026 e andamento del mercato

Nonostante la pressione dei cambiamenti climatici, con forti ripercussioni legate alla siccità estiva al Sud e raccolti scarsi per la fioritura d’arancio, la campagna produttiva del consorzio si chiude con un bilancio positivo, trainato in particolare dalle fioriture primaverili dell’acacia. Conapi stima infatti un conferimento complessivo superiore alle 2.000 tonnellate di miele.

Sul fronte dei consumi, in un mercato della Gdo Italia che registra una leggera flessione attestandosi a un valore complessivo di circa 157 milioni di euro, il brand storico Mielizia si conferma in controtendenza e continua a crescere. Un impulso determinante è arrivato dall’innovazione di prodotto, come il formato doypack da 100 grammi lanciato negli ultimi due anni, ideale per l’uso out-of-home e per l’integrazione energetica durante l’attività sportiva.

Etichettatura e trasparenza: la Direttiva Breakfast e il Miele di Qualità Certificata

Al centro delle strategie future vi sono i nuovi standard normativi europei introdotti dalla cosiddetta Direttiva Breakfast, che impone l’obbligo di specificare in etichetta i paesi di origine delle miscele e le relative percentuali, superando la generica dicitura “UE/non UE“. Sebbene per Conapi il valore fondante risieda nella garanzia del 100% di miele italiano, la normativa rappresenta un primo passo fondamentale verso la trasparenza a tutela del consumatore, pur lasciando aperti alcuni punti critici, come le deroghe percentuali e l’uso di sigle sintetiche (come “CN” per la Cina) sui formati inferiori ai 30 grammi.

Conapi ha contribuito attivamente alla definizione del disciplinare per il Miele di Qualità Certificata, improntato a parametri rigorosi: tracciabilità totale, umidità massima intorno al 17%, lavorazione e smielatura rigorosamente a freddo e mediante centrifuga. Il via libera definitivo alla direttiva è atteso per il prossimo 14 ottobre.

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