Rami di limoni maturi con foglie verdi e fiore bianco, simbolo del succo di limone Polenghi

Polenghi punta a 110 milioni nel 2025: il succo di limone guida il trend

L’azienda celebra cinquant’anni di attività con un fatturato in crescita, puntando su naturalità e innovazione per conquistare i mercati internazionali
Rami di limoni maturi con foglie verdi e fiore bianco, simbolo del succo di limone Polenghi

Il mondo dei condimenti vive una fase di profonda trasformazione, guidata da un consumatore sempre più attento alla qualità, alla provenienza delle materie prime e alla riduzione del sale. A fotografare questo scenario è la ricerca “Che condimento sei? L’Italia che condisce”, realizzata da AstraRicerche per gruppo Polenghi. Il dato che emerge è chiaro: il condimento non è più un semplice accessorio, ma un elemento essenziale per la riuscita di un piatto, citato come tale dal 77,7% degli italiani.

Il succo di limone come leva di crescita per il Gruppo Polenghi

In questo contesto, Polenghi si conferma protagonista. Fondata nel 1976, l’azienda celebra il suo 50esimo anniversario con numeri solidi: un fatturato atteso di 110 milioni di euro per il 2025, in crescita del 12% rispetto al 2024 e del 50% negli ultimi cinque anni. Un successo trainato per il 90% dalle vendite all’estero, a dimostrazione di una strategia di internazionalizzazione efficace che serve oggi i principali retailer globali.

Innovazione, salute e nuove abitudini di consumo

Oltre la metà degli italiani (56,8%) sta attivamente riducendo il consumo di sale, inserendo il succo di limone come valida alternativa per esaltare i sapori in modo salutare. Questa tendenza apre ampi margini di manovra per l’industria: sebbene la penetrazione del prodotto confezionato in Europa sia ancora al 25%, il potenziale di crescita è elevato. L’azienda sta rispondendo con investimenti mirati su filiera, sostenibilità e innovazione di prodotto, come dimostrato dalla linea Acti Lemon e dall’utilizzo di materie prime certificate come il limone Femminello Siracusano Igp.

Il driver d’acquisto: naturalità e origine italiana

L’analisi evidenzia come i consumatori siano sempre più esigenti: l’origine 100% italiana (85,9%), l’assenza di acqua aggiunta (82,9%) e la totale mancanza di conservanti (82,3%) rappresentano i pilastri su cui si basa la fiducia verso il prodotto confezionato. Una sfida, quella della trasparenza in etichetta, che il management dell’azienda ha intrapreso con determinazione per colmare il gap percettivo rispetto al frutto fresco, puntando sulla qualità delle referenze biologiche e biodinamiche.

Filippo Scandellari, AD Polenghi, parla al 50esimo anniversario: strategia 2025 e trend succo di limone.
Filippo Scandellari, Amministratore delegato di gruppo Polenghi

“La ricerca ci restituisce un quadro interessante: cresce l’attenzione alla naturalità, alla provenienza delle materie prime e alla praticità, mentre si aprono nuove occasioni di consumo. Per noi questi risultati sono un punto di partenza per sviluppare prodotti che rispondano alle aspettative del mercato e, soprattutto, per dare al succo di limone il valore che merita. In Europa, secondo le nostre stime, il prodotto confezionato raggiunge una penetrazione media del 25%, contro oltre il 70% del frutto fresco: un divario che racconta quanto ci sia ancora da fare per far crescere la categoria. È su questa prospettiva che abbiamo costruito il nostro sviluppo, investendo in innovazione, filiera e mercati internazionali”, commenta Filippo Scandellari, Amministratore delegato di gruppo Polenghi.

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