Grande auditorium storico con pubblico seduto e palco illuminato di rosso durante un evento TEDx.

Food compie 35 anni: al Teatro Farnese la filiera celebra Paolo Dalcò e guarda ai prossimi 35

Sul palco industria, distribuzione, finanza, istituzioni e un libro che intreccia la storia della rivista con quella del food italiano. Quattro parole chiave, valore, fedeltà, partnership e coraggio, per un confronto che ha messo le persone prima dei numeri
Grande auditorium storico con pubblico seduto e palco illuminato di rosso durante un evento TEDx.

Trentacinque anni di Food raccontano una storia di relazioni, visione e cambiamento. Una storia che continua a guardare avanti, senza “lo specchietto retrovisore”, per usare un’espressione cara a Paolo Dalcò. È questo lo spirito che giovedì 29 ottobre ha riunito al Teatro Farnese di Parma 270 protagonisti dell’industria, della distribuzione, della finanza e delle istituzioni, in occasione dell’anniversario della rivista Food e della presentazione del libro “Paolo Dalcò e i 35 anni che hanno acceso il food italiano” (Dalcò Edizioni). A guidare la serata Francesca Zecca, Direttrice responsabile ed editoriale di Food e Giorgio Santambrogio, Amministratore delegato di Gruppo VéGé e Food Retail Ambassador, seguendo un filo conduttore di quattro parole chiave: valore, fedeltà, partnership, coraggio. 

L’evento è stato realizzato grazie al supporto di EY, BNL BNP Paribas, L-Founders of Loyalty Italia, Cibus, AIA, Amaro Camatti, Forno Bonomi, Pasta Dalla Costa, GranTerre, Oleificio Sardelli, Sella & Mosca, i technical partner B\strò e DS Solutions, e il patrocinio del Comune di Parma e Parma City of Gastronomy.

Un’eredità da raccogliere

A dare il via all’incontro è stato Davide Dalcò, Ceo di Gruppo Food, che ha ripercorso il cammino di Food, il primo magazine B2B dedicato alla filiera agroalimentare, fondato a Parma, nel cuore della Food Valley, e diventato in questi 35 anni un ecosistema al servizio del dialogo nella filiera. Un percorso che riflette lo spirito del suo fondatore: di Paolo Dalcò, Davide ha ricordato soprattutto la positività contagiosa e “la testardaggine” nel raggiungere gli obiettivi. 

Paolo Dalcò parla al Teatro Farnese per i 35 anni di Food, con maxischermo e palco allestito per l'evento sulla filiera italiana.
Davide Dalcò, CEO Gruppo Food

In apertura, l’intervento di Matteo Zoppas, Presidente di ICE Agenzia, che ha voluto portare il proprio contributo alla celebrazione, intrecciando il riconoscimento per l’eredità di Paolo Dalcò con un esplicito attestato di stima e fiducia nei confronti di Davide. “I 35 anni di Food coincidono con la trasformazione del food italiano da eccellenza locale a pilastro del made in Italy: l’export agroalimentare valeva 35 miliardi nel 2014 e oggi ne vale 72, con una crescita media vicina al 7% l’anno”, ha ricordato Zoppas. “Siete i nostri ambasciatori”, ha detto poi alla platea augurando a Food di tenere lo stesso passo.

Uomo in abito blu parla al microfono durante i 35 anni di Food al Teatro Farnese
Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia

Valore

Ad aprire il tavolo tecnico è stato Riccardo Passerini, Business Consulting e Consumer Product & Retail Consulting Leader di EY, per raccontare dove è arrivato Value for Food, a due anni dal lancio. “L’idea di partenza è semplice e complicata al tempo stesso: lungo la filiera si perdono circa 60 miliardi di euro per mancata collaborazione tra marca, distribuzione, agricoltura e logistica”, ha sottolineato Passerini. Da qui una community di aziende che si ascoltano, progettano insieme e sperimentano sul campo: tre piloti in un anno, su logistica, assortimenti e circolarità, con risultati misurati. Le prossime frontiere sono l’agricoltura rigenerativa, la space economy, i talenti e l’intelligenza artificiale, che Passerini immagina soprattutto come motore di collaborazione. 

Paolo Dalcò sul palco del Teatro Farnese ai 35 anni di Food: filiera e innovazione al centro
Riccardo Passerini, Business Consulting e Consumer Product & Retail Consulting Leader di EY

Fedeltà

Trentacinque anni fa l’hype non era l’intelligenza artificiale ma la carta fedeltà, ha ricordato Santambrogio introducendo Luca De Nard e Marco Pellicci, rispettivamente General Manager e Director Sales Enablement di L-Founders of Loyalty Italia, che hanno analizzato l’efficacia delle campagne loyalty, evidenziando come la loro notorietà sia in calo da anni e come lo store resti il primo punto di contatto con il consumatore. I dati NIQ su 32 campagne italiane mostrano che solo una su tre genera un reale guadagno di share of wallet. La fedeltà, hanno concluso, non si costruisce intorno all’oggetto in premio, ma attraverso un sistema integrato in cui esperienza fisica, digitale ed execution lavorano insieme.

Paolo Dalcò sul palco del Teatro Farnese ai 35 anni di Food con maxischermo e ospiti
Marco Pellicci, Director Sales Enablement e Luca De Nard, General Manager di L-Founders of Loyalty Italia

Partnership

Sul tema della partnership si sono poi confrontati Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad, e Fulvio Egidi, Head of Structured Finance di BNL BNP Paribas. Avanzini, che ha vissuto il passaggio dall’industria alla distribuzione ha spostato il baricentro: il vero attore oggi sono le persone. L’efficienza è la premessa di un mestiere fatto di grandi volumi, non l’obiettivo; il valore che libera va investito in prodotti e negozi distintivi, perché l’offerta è “troppo uguale a sé stessa” e “i consumi non calano ma cambiano”. Egidi ha descritto la trasformazione del mercato dal lato della banca, il cui ruolo evolve da semplice finanziatore a partner, secondo una logica di valore condiviso. 

Paolo Dalcò e i 35 anni di Food al Teatro Farnese: tavola rotonda sulla filiera agroalimentare italiana
Da sinistra Fulvio Egidi, Head of Structured Finance di BNL BNP Paribas, Francesca Zecca e Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad

Coraggio

Il coraggio di innovare è stato il tema al centro dell’intervento di Giovanni Arena, Ad di Gruppo Arena e presidente di Gruppo VéGé e Decò Italia, che In collegamento dalla Sicilia ha raccontato l’ambizione di un gruppo che chiuderà il 2026 intorno a 1,7 miliardi di fatturato e guarda ai 2 miliardi sull’isola attraverso un progetto di crescita sul territorio nazionale, mentre VéGé, quarto gruppo della Gdo, punta al podio entro il 2030 e si prepara ad accogliere nuovi soci. Arena ha poi ricordato il legame di amicizia con Paolo Dalcò, rafforzato anche dalla realizzazione da parte di Gruppo Food del libro che ha celebrato i 100 anni della famiglia nel 2022 e di quello sui 50 anni di Fratelli Arena che sarà presentato a dicembre.

Teatro Farnese illuminato di rosso per i 35 anni di Food: maxischermo, relatori e pubblico alla celebrazione della filiera
Giovanni Arena, AD di Gruppo Arena e presidente di Gruppo VéGé e Decò Italia

Qualità e radici

Riccardo Illy, Presidente di Incantalia Group, e Paolo Barilla, Vicepresidente del Gruppo Barilla, hanno voluto rendere omaggio all’eredità di Paolo Dalcò, offrendo due letture complementari della grandezza del made in Italy: la qualità come leva di competitività, sostenibilità e visione di lungo periodo, e la capacità di innovare, interpretare i mercati e trasmettere valori alle nuove generazioni. Riccardo Illy, presente alla cena del 1991 da cui nacque Food, ha descritto il valore della qualità che deriva dalla selezione delle materie prime migliori, da processi innovativi e certificati e si compendia con la responsabilità attraverso l’impegno sociale e ambientale delle imprese.

Food 35 anni al Teatro Farnese: Paolo Dalcò sul palco davanti al pubblico e al maxischermo
Riccardo Illy, presidente di Incantalia Group

Paolo Barilla rivolgendosi a Davide Dalcò si è soffermato sul senso di un’eredità che non si esaurisce in ciò che si lascia, ma vive in ciò che si riesce a trasmettere: Paolo Dalcò, ha sottolineato, “non ha lasciato, ha trasmesso”. Un patrimonio di valori e visione da custodire, senza però trasformarlo in un vincolo: “le radici sono una fortuna, a patto che non diventino una briglia”. Un principio che vale anche per il made in Italy, la cui forza non sta nella capacità di produrre grandi volumi, ma nel saper offrire qualità, distintività ed emozione, adattandosi ai gusti e alle abitudini dei consumatori locali, senza perdere la propria identità. 

Tavola rotonda al Teatro Farnese per i 35 anni di Food: relatori sul palco con logo Barilla e sfondo FOOD
Da sinistra Francesca Zecca, Paolo Barilla, vicepresidente del Gruppo Barilla e Giorgio Santambrogio

Lo sguardo avanti

Alex Tosolini, Strategic Advisor di Gruppo Food, ha portato sul palco uno sguardo sulle trasformazioni in atto negli Stati Uniti, individuando tendenze che potrebbero presto influenzare anche il mercato italiano, come le consegne in sei minuti dall’ordine grazie ai droni, o l’esperienza d’acquisto sempre più guidata dagli agenti AI. Due dimensioni, quella americana e quella italiana, che trovano un punto di contatto proprio nell’integrazione tra innovazione e creatività: la prima spinge a ripensare modelli e processi, la seconda dà loro originalità e capacità di visione. Qualità che Tosolini ha ritrovato anche nell’eredità di Paolo Dalcò, ricordandone la libertà di pensiero, l’originalità e la creatività: tre caratteristiche che, a suo avviso, l’intelligenza artificiale non potrà replicare.

Paolo Dalcò parla al Teatro Farnese per i 35 anni di Food, con il logo Food e il pubblico in sala
Alex Tosolini, Strategic Advisor di Gruppo Food e Giorgio Santambrogio

A chiudere l’evento è stato Umberto Galimberti, filosofo e autore della prefazione del volume “Paolo Dalcò e i 35 anni che hanno acceso il food italiano” (Dalcò Edizioni), che per dieci anni ha firmato su Food la rubrica Dizionario etico, offrendo ai lettori occasioni di riflessione sui grandi temi dell’umanità: progresso, crescita e responsabilità nei confronti della Terra. Nel ricordare il rapporto con Paolo Dalcò, Galimberti ha richiamato un aforisma di Ippocrate, “lascia che il cibo sia la tua miglior medicina”, che ben rappresenta l’attenzione del fondatore di Food per il legame tra alimentazione, etica e cultura. Per restituire, infine, la statura umana e intellettuale di Dalcò, ha scelto una frase del filosofo tedesco Karl Jaspers: “l’umanità non è nessuno, alcuni uomini sono tutto”.

Paolo Dalcò sul palco del Teatro Farnese ai 35 anni di Food, con maxischermo e logo dell'evento
Umberto Galimberti
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