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Consumi: nel 2015, più chance che rischi

Nei dati post-natalizi del Rapporto Coop sui consumi, qualche timido segnale positivo per l’anno in corso: ecco prodotti e servizi che cresceranno di più (e di meno) da qui a dicembre

Un anno più ricco di opportunità che di minacce: è questo il ritratto del 2015 che emerge dall’ultimo Rapporto Coop “Consumi e distribuzione” redatto in collaborazione con Ref Ricerche e Nielsen, aggiornato con i dati delle festività natalizie dopo la presentazione dell’edizione digitale dello scorso settembre. Cauto ottimismo, quindi. Motivato soprattutto dal dato moderatamente incoraggiante del Pil: se il 2014 si chiude con una flessione pari a –0,4%, l’anno alle porte si apre con un +0,5%, dovuto soprattutto a un rafforzamento dei consumi delle famiglie (+0,7) e alla crescita dell’export. Certo, il basso contributo degli investimenti e la spesa pubblica fanno ancora da freno alla ripresa, ma una politica finanziari meno restrittiva e la discesa dell’inflazione stanno contribuendo positivamente a mettere nelle tasche degli italiani qualche risorsa in più e quindi a rimettere (benchè ancora debolmente) in moto il circolo virtuoso dei consumi.
“La cinghia tenuta stretta a lungo inizia a allentarsi seppur di poco – si legge nel Rapporto Coop – e, trainati da una lieve ripresa dei redditi delle famiglie, nel 2015 dovrebbero tornare finalmente positivi anche i consumi, che con una minima variazione positiva stimabile in un +0,7% farebbero comunque segnare il miglior risultato degli ultimi 5 anni. Non c’è da gridare al miracolo perché continuano a gravare sulle famiglie preoccupazioni di non poco conto, a partire dal dramma disoccupazione (reale o temuta) che frena la propensione agli acquisti; è vero d’altronde che alcuni non sono più procrastinabili e infatti dall’aggregato emerge il recupero dei beni durevoli rimandati sine die e il cui rinnovo è diventato impellente (è il caso dei grandi elettrodomestici: +1,2%, ma anche dell’auto: +2,5%), prosegue il trend favorevole dei prodotti legati alla connettività mobile (smartphone, tablet ed altri wearable device), anche se il vero vincitore sarà ancora nel 2015 e negli anni a venire il mondo dell’online: l’ecommerce fa segnare nella stagione natalizia una crescita stimabile in quasi il 30% e dai 14 miliardi del 2014 è atteso triplicare nel prossimo quinquennio oltre quota 40 miliardi annui”.
Venendo al settore alimentare, la crisi ha prodotto una vera e propria rivoluzione nel carrello della spesa degli italiani che sono diventati molto più critici, attenti a ciò che comprano e determinati a ottenere il massimo della qualità al minimo prezzo. L’approccio più ‘laico’ e critico verso la spesa dei consumatori è andato di pari passo con una maggiore differenziazione del mercato retail che, accanto alla gdo, ha visto crescere e affermarsi soprattutto i nuovi specializzati (chimico, bio, surgelati, specialties alimentari) e le nuove forme di approvvigionamento ‘no-store’ (autoproduzione, gruppi d’acquisto, vendita diretta, eCommerce, ecc.). Non a caso le vendite in gdo hanno registrato a Natale un’ulteriore battuta d’arresto (la riduzione ha superato i 2 punti percentuali a dicembre) e hanno chiuso l’anno con una variazione negativa intorno all’1%. Tuttavia, nonostante per la gdo si chiuda uno degli anni peggiori di sempre in termini di fatturato, le previsioni 2015 sembrano segnare una lieve inversione di tendenza (+0,4%) che privilegerà sopratutto i freschi, i punti vendita di dimensioni medio-grandi e ancora una volta i discount.
“Il recupero del reddito disponibile reale a disposizione delle famiglie è il dato significativo con cui si chiude il 2014 e si apre il 2015 –sostiene Albino Russo, responsabile dell’Ufficio studi economici di Ancc-Coop e curatore del Rapporto– ed è frutto di diverse azioni: sicuramente la politica fiscale meno restrittiva varata dal Governo (il bonus fiscale, la possibilità di trattenere in busta paga l’accantonamento di fine rapporto), ma anche gli effetti della minore inflazione e il crollo del prezzo del petrolio. È altrettanto significativo, però, che a fronte di un aumento dei redditi reali non si registri un più robusto aumento dei consumi. L’Italia è un paese vecchio e immobile, che potrà tornare a guardare con fiducia al futuro solo quando i redditi e la ricchezza smetteranno di essere ostaggio di quanti non trovano motivo di spenderli e potranno invece essere utili ai progetti di vita delle nuove generazioni fin qui frustrati da questa lunghissima recessione”.

Italia – Quadro macroeconomico Previsioni Rapporto Coop 2014
(Var. % medie annue a prezzi costanti)
Previsioni
2011 2012 2013 2014 2015
Prodotto interno lordo 0,5 -2,5 -1.9 -0,4 0,5
Spesa delle famiglie residenti -0,3 -4,2 -2,7 0,3 0,7
Esportazioni 6,2 2,0 0,9 1,9 2,4
Prezzi al consumo 2,8 3,0 1,2 0,2 0,4
Tasso di disoccupazione 8,4 10,7 12,2 12,8 12,9
( in % del Pil)
Saldo partite correnti -3,1 -0,6 0,9 1,5 1,8
Indebitamento netto -3,8 -3,0 -2,8 -3,0 -2,8
Indebitamento netto al spesa interessi 1,2 2,5 2,0 1,7 1,7
Debito P.A. definizione Ue 120,6 127,0 127,9 131,8 133,4
Fonte: Elaborazioni Ref Ricerche per Ancc-Coop

 

I consumi degli italiani

Previsioni Rapporto Coop 2014

(var % medie annue a prezzi costanti)

Previsioni
2008-2010 2011-2013 2014-2016 2013 2014 2015 2016
Alimentari, e bevande non alcoliche -1,9 -2,7 0,3 -3,5 0,2 0,4 0,4
Bevande alcoliche, tabacco -2,8 0,0 0,3 -4,0 0,2 0,0 0,8
Vestiario e calzature -0,3 -3,9 0,4 -5,2 0,1 0,5 0,6
Abitazione 0,9 0,2 0,9 0,2 0,7 1,0 1,0
Mobili el.domestici e manut. casa -1,9 -3,2 0,6 -3,8 -0,2 0,9 1,0
Sanità -0,2 -2,9 0,4 -5,2 0,0 0,6 0,7
Trasporti -3,3 -5,7 -0,1 -3,4 -0,7 0,1 0,2
Comunicazioni 1,5 -1,8 1,2 -3,4 0,5 1,5 1,7
Ricreazione e cultura 1,2 -2,0 1,4 -4,1 1,0 1,5 1,6
Istruzione -0,8 -2,2 0,1 -2,1 -0,1 0,2 0,3
Alberghi e ristoranti 0,0 -1,0 0,7 -2,0 0,4 0,8 0,9
Beni e servizi vari -0,8 -1,7 1,1 -2,7 0,9 1,2 1,2
Fonte: Elaborazioni Ref Ricerche per Ancc-Coop

 

I consumi degli italiani

Previsioni Rapporto Coop 2014

(var % medie annue a prezzi costanti)

I CONSUMI CHE CRESCERANNO DI PIU’ NEL 2015
Previsioni
2008-2010 2011-2013 2014-2016 2013 2014 2015 2016
Telefoni ed equipaggiamento telefonico 13,2 7,3 4,7 -1,8 3,8 5,0 5,3
Audiovisivi, foto, computer ed accessori 4,7 0,6 3,9 -2,2 3,3 4,1 4,3
Servizi ricreativi e culturali 4,8 0,4 2,6 -2,4 2,4 2,7 2,8
Acquisto mezzi di trasporto -6,1 -15,0 1,9 -9,0 0,4 2,5 2,7
Servizi ospedalieri 5,1 0,6 1,9 -5,8 1,5 2,1 2,2
Barbieri, parrucchieri altri servizi persona 1,4 0,5 1,9 -3,0 1,6 2,0 2,1
Servizi domestici e per l’igiene della casa 0,2 2,7 1,8 1,2 1,3 2,0 2,0
Piccoli elettrodomestici -3,7 -0,8 1,7 -4,1 1,2 1,8 2,0
Altri articoli ricreativi ed equipaggiamento 1,8 -2,1 1,6 -3,8 1,4 1,7 1,8
Servizi finanziari -5,1 -2,2 1,6 -0,2 1,6 1,6 1,5
Fitti imputati 1,2 1,5 1,5 0,8 1,3 1,6 1,6
Grandi Elettrodomestici -2,8 -3,0 1,1 -8,2 0,6 1,2 1,4
Servizi sociali -5,1 -7,1 1,1 -4,9 0,9 1,2 1,3
Prodotti per la cura della persona 1,4 0,4 1,0 -2,6 0,8 1,1 1,2
Servizi di trasporto -0,2 -1,2 0,9 -1,9 0,6 1,0 1,1

 

I CONSUMI CHE CRESCERANNO DI MENO NEL 2015

Previsioni
2008-2010 2011-2013 2014-2016 2013 2014 2015 2016
Giornali, ed articoli di cancelleria -6,4 -9,6 -3,0 -9,0 -3,4 -2,8 -2,7
Altri beni durevoli ricreazione e cultura -5,8 -8,9 -2,7 -1,2 -3,3 -2,6 -2,4
Servizi postali -7,6 -8,2 -2,3 -12,1 -2,7 -2,2 -2,1
Combustibili e lubrificanti -3,2 -5,9 -2,1 -4,1 -2,5 -2,0 -1,9
Libri -3,0 -3,6 -1,6 -1,6 -1,9 -1,5 -1,4
Tessuti per la casa 2,2 -7,7 -1,0 -8,3 -1,3 -0,9 -0,8
Utensili per la casa ed il giardino 0,2 -5,8 -0,7 0,5 -1,5 -0,4 -0,2
Cristalleria,ed utensili per la casa -2,3 -7,3 -0,5 -10,3 -1,0 -0,4 -0,2
Bevande alcoliche -3,1 -1,7 -0,5 -3,4 -1,0 -0,2 -0,2
Calzature -4,4 -2,9 -0,3 -4,9 -0,6 -0,2 0,0
Servizi ambulatoriali -0,3 -5,8 -0,4 -7,8 -1,0 -0,1 0,0
Tabacchi -2,7 0,5 0,5 -4,2 0,5 0,0 1,0
Energia elettrica, gas ed altri combustibili 0,4 -3,6 0,0 -1,3 -0,3 0,1 0,2
Acqua e altri servizi per l’abitazione -0,1 0,3 0,0 -1,5 -0,1 0,1 0,2
Vacanze tutto compreso -0,1 -1,8 0,0 -4,0 -0,3 0,1 0,2
Fonte: Elaborazioni Ref Ricerche per Ancc-Coop

 

Le vendite della Gdo italianaPrevisioni Rapporto Coop 2013
Variazioni. % a valore rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente
LCC + Fresco a peso variabile + No food

 

 

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