Beverage

AssoBirra, primo semestre positivo: +4% di vendite

L’associazione che rappresenta il 90% della produzione di birra nazionale e il 71% di quella al consumo inaugura per l’International Beer Day un monitoraggio sulle vendite nel mercato italiano

In occasione della Giornata Internazionale della Birra, manifestazione che per il oggi prevede celebrazioni in oltre 200 città in tutto il mondo, AssoBirra, l’associazione che riunisce circa 40 associati tra grandi, medi e piccoli birrifici, insieme con le due malterie, ufficializza la nascita di ‘AssoBirra Monitor’, report quadrimestrale sull’andamento delle vendite in Italia registrate dalle imprese aderenti all’associazione, rappresentative di più del 70% del mercato italiano. Il primo semestre si è chiuso con una crescita del 4% rispetto allo scorso anno, confermando, quindi, un trend positivo per il settore. I prossimi mesi saranno un periodo chiave per i risultati dell’anno, considerato che la stagione cruciale per la birra va da maggio a settembre: un intervallo di tempo in cui ogni anno si registra quasi il 50% delle vendite complessive.

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UN SETTORE IN FERMENTO

I dati di metà anno testimoniano come quello birrario sia un settore in fermento, sia in termini di produzione sia di consumi. Negli ultimi anni sempre più italiani si sono avvicinati alla birra facendola diventare parte integrante della loro dieta. Nell’ultimo quinquennio si è poi assistito anche ad una crescita delle birre speciali, a testimonianza di come il palato collettivo degli italiani sia costantemente alla ricerca di nuovi gusti e sapori. Parallelamente, sul fronte produttivo, è esploso il fenomeno dei micro birrifici; mastri birrai in gran parte giovani che in tutta Italia hanno fatto della birra artigianale una professione. Tutti gli investimenti che hanno riguardato questo settore hanno favorito nell’ultimo anno una crescita dell’occupazione dell’intero comparto brassicolo di 3000 unità.

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LE PRIORITÀ DEL SETTORE SECONDO ASSOBIRRA

L’Italia – spiega Michele Cason, Presidente AssoBirraè il decimo Paese produttore di birra in Europa. Con le sue 7.000 etichette si tratta, però, di un settore vivace che vede i marchi storici produrre in Italia ed imprese grandi e piccole esportare lo stile italiano nel mondo. Il crescente interesse di nuove categorie di consumatori e di una nuova generazione di imprenditori dimostra come ci siano le condizioni per uno sviluppo del settore. Le priorità sono una riduzione della pressione fiscale e l’approvazione di una riforma di legge sulla birra che in Italia risale al 1962. A nostro avviso – conclude Casonè strategico che tutti gli addetti ai lavori possano periodicamente consultare un aggiornamento dell’andamento del mercato per misurare l’efficacia degli interventi che auspichiamo vengano introdotti”.