Canada, spazio ai consumi di carni e salumi gourmet

Secondo quanto emerge dall'analisi di Nomisma sul mercato canadese, la popolazione si orienta verso i prodotti premium sia in termini di alta qualità sia per posizionamento di prezzo. Opportunità in crescita per l'export di deli meat italiano

L’analisi condotta da Nomisma sul mercato canadese del comparto carni pone come necessaria una specifica demografica. Il Canada, infatti, è tradizionalmente un paese di forte immigrazione e questa circostanza condiziona anche i consumi alimentari attuali e la loro evoluzione nel corso del tempo. Il 57% della popolazione si definisce europea o di origine europea, mentre il 17% asiatica ed è questo gruppo etnico che sta crescendo più velocemente. Tale multiculturalismo guida le scelte alimentari del paese a tutto vantaggio della diversità gastronomica che, anche con alcune specificità (ad es. Kosher, Halal), può entrare a fare parte delle abitudini alimentari della popolazione.

In questo scenario demografico in evoluzione, il consumo medio annuo di carne suina è 15,6 kg pro capite, su di un totale di 68 kg. Con riferimento al quinquennio 2014-2019 (ultimo anno disponibile), si riporta di seguito in dettaglio la spesa per famiglia relativa alla carne suina lavorata e il tasso di crescita CAGR (Compounded Average Growth Rate) delle singole produzioni (Tab. 1).

Tab. 1 – Canada: il trend degli acquisti di carne suina lavorata (spesa media per famiglia in $ CAD)

Fonte: Nomisma – Agrifood Monitor su dati Statistics Canada
(°) hot dog (*) prosciutti stagionati, capocollo, soppressata, pancetta, cotechino, salsicce di fegato

Tra tutte le categorie di carni lavorate, i canadesi orientano gli acquisti verso le produzioni di alta qualità o gourmet che, come si evince dalle statistiche, sono quelle che intercettano i livelli di spesa annui più elevati, pari a i 210 CAD, cioè circa 167 dollari statunitensi (1 US $ = 1,2537 CAD). Alle loro spalle si collocano vari preparati a base di carne congelati, per i quali le famiglie spendono però quasi la metà, cioè circa 140 CAD (112 US $). La spesa media per le altre voci non supera i 100 CAD (80 US $) ciascuna. Le Deli meat sono anche le carni con i tassi di crescita più consistenti, leggermente inferiori a bacon (+7,5%) e salsicce (+8%) che partono però da livelli di spesa molto più bassi.

Il mercato Deli non dovrebbe risentire neppure della concorrenza dei prodotti sostitutivi della carne a base vegetale, attesi in crescita come in molti altri paesi del mondo. I prodotti etichettati come vegani hanno visto un tasso di crescita consistente che dovrebbe portare nel 2022 a un mercato con un giro di affari di circa 200 milioni di dollari statunitensi, di cui 142,6 milioni di prodotti a base di soia e 52,3 milioni di proteine vegetali. L’ascesa di questo tipo di dieta non è però solo basata sulla tutela degli animali: i consumatori canadesi ritengono che i prodotti vegani sono più sani e anche più rispettosi dell’ambiente e sostenibili, un elemento da considerare nella comunicazione dei derivati di carne.

NEW NORMAL: COSA È CAMBIATO PER L’EXPORT

Dopo il picco della quinta ondata (dicembre 2021 – gennaio 2022), la pandemia è in regresso. Il Covid 19 ha certamente distorto le abitudini di consumo nel 2020-21, anche nei confronti dei derivati di carne suina, soprattutto frenando la propensione alla spesa. Tuttavia, oggi le famiglie hanno accumulato livelli di risparmio superiori alla norma ed è probabile che le spese differite nei mesi della pandemia vengano recuperate, almeno in parte, nel 2022. Questa circostanza dovrebbe sostenere le importazioni, quelle dell’Italia in particolare, che nel primo mese dell’anno sono risultate in crescita.

Tab. 1.1 – Canada: importazioni di salsicce, salami e altri salumi per paese di origine (gennaio 2022, variazione tendenziale) (HS 1601)

Fonte: Nomisma – Agrifood Monitor su dati Statistics Canada

La produzione alimentare estera è valutata positivamente soprattutto se si tratta di produzioni di alta qualità, come confermano le statistiche. Anche se la popolazione italiana pesa solo intorno al 4% del totale, il nostro Paese si avvantaggia dell’influenza culturale e culinaria garantita in passato dai flussi migratori (gli insaccati sono comunemente denominati con il termine generico ‘salami’ cui viene aggiunto il nome italiano: Genova, Soppressata, ecc.). La salumeria italiana è quindi presente nel retail, ma anche nei negozi specializzati e della gamma gourmet. A fine gennaio le importazioni del Canada dall’Italia erano cresciute del 23,7% per quanto riguarda la famiglia dei salumi. Inoltre risultati interessanti hanno registrato anche le carni fresche sotto sale, il cui export è cresciuto del 72,6% facendo dell’Italia l’export leader davanti a Spagna e stati Uniti (Tab. 1.1 & 1.2).

Tab. 1.2 – Canada: importazioni di carni suine salate, in salamoia, affumicate per paese di origine (Gennaio 2022, variazione tendenziale) (HS 021019)

Fonte: Nomisma – Agrifood Monitor su dati Statistics Canada

Proprio la Spagna è tra i competitor emergenti soprattutto con i prosciutti (Iberico e Serrano) posizionati come prodotti di alta gamma. Inoltre ad acquisire notorietà anche il Chorizo, un salame che il consumatore canadese spesso confonde con la salsiccia messicana, molto più piccante, e quindi è riluttante a provarlo. In uno scenario generale promettente per la ripresa dei consumi unica remora è il tasso di inflazione: a inizio marzo la Banca Centrale ha alzato i tassi allo 0,50% per combattere un’inflazione arrivata al 5,1%, ben al di sopra dell’obiettivo prefissato al 2% dal Governo.

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