Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele migliora il recupero del sale esausto

Già da oltre un decennio il sale impiegato nella produzione viene rigenerato contribuendo alla riduzione degli scarti e alla tutela dell’ambiente
Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele migliora il recupero del sale esausto

Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha investito nella costruzione di un nuovo impianto per il riciclo e lo smaltimento del sale esausto, impiegato nella produzione del prosciutto e della salamoia che ne deriva.

L’impianto, che sarà situato a circa quindici chilometri dalla città di San Daniele del Friuli e che può essere considerato come la più grande opera in chiave di sostenibilità avviata dal Consorzio, è dotato di un macchinario che si occupa della gestione della salamoia e del lavaggio e della rigenerazione del sale.

IL NUOVO IMPIANTO

Nello specifico, l’acqua presente nella salamoia verrà scorporata dal sale per mezzo di un sistema che sfrutta le variazioni di temperatura e di gravità. L’acqua sarà recuperata, filtrata e fatta evaporare, mentre il sale sarà raccolto, ripulito e lavato, compreso quello impiegato nella fase di salatura delle cosce. Il sale rigenerato, reimmesso nel sistema produttivo, potrà essere impiegato ad esempio come antigelo per le strade, o nella concia delle pelli. Anche le acque reflue saranno trattate e depurate, per essere destinate ad altri usi industriali.

Il sale – oltre alle cosce di suino – è il solo ingrediente ammesso dal disciplinare che regola la produzione del Prosciutto di San Daniele Dop. Durante le prime fasi del processo produttivo, ogni coscia viene ricoperta di sale, mentre con l’operazione della pressatura quello che cola viene raccolto in contenitori in cui si genera una salamoia. Dal 2010 ad oggi lo scarto prodotto da queste due fasi di lavorazione è stato smaltito in impianti appositamente autorizzati e dislocati fuori regione, dopo essere stato raccolto con recuperi coordinati in tutti e 31 gli stabilimenti produttivi siti nella città di San Daniele del Friuli. Negli ultimi cinque anni sono stati trattati 1.472.000 metri cubi di acque reflue, e recuperate oltre 18,5 tonnellate di sale.

I BENEFICI SUL FRONTE SOSTENIBILITÀ

Attraverso questo nuovo impianto, che verrà avviato all’inizio del 2023, il Consorzio stima che saranno circa otto le tonnellate di sale che, nell’ottica di un’economia circolare, verranno conferite ogni anno all’impianto. In questo modo verranno abbattute le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla gestione e dallo smaltimento degli scarti, ridotti i costi e, allo stesso tempo, la valorizzazione del rifiuto e il riciclo dello scarto ridurranno l’impatto del processo di produzione sull’ambiente e sul territorio.

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