Lactalis, dal 2017 spreco alimentare ridotto di 665 tonnellate

Nel 2022 sono state donate oltre 750 tonnellate di prodotti a onlus e fondazioni del terzo settore, per un valore di circa due milioni di euro
Lactalis, dal 2017 spreco alimentare ridotto di 665 tonnellate

Lactalis ha registrato nel 2022 una riduzione complessiva di 665 tonnellate di sprechi alimentari rispetto al 2017 (-31% in sei anni, -7 % rispetto al 2021). Con le sue aziende Galbani, Parmalat, Nuova Castelli e Leerdammer, Lactalis in Italia è impegnata “a costruire un modello di business virtuoso e sostenibile attraverso l’innovazione e l’adozione di pratiche sempre più attente all’impatto ambientale”, scrive il gruppo in una nota in vista della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (5 febbraio).

Nello specifico:

  • Galbani ha migliorato del 29% le sue performance, passando da 1.367 a 971 tonnellate (-396 tonnellate in sei anni);
  • Parmalat le ha migliorate del 33%, riducendo lo spreco da 805 a 536 tonnellate (-269 in sei anni).

Tali risultati sono stati possibili sia agendo e innovando sulla catena logistico-distributiva, sia privilegiando nuove attività di recupero e conversione nell’ottica di un’economia circolare.

RISULTATI E OBIETTIVI

Nel 2022 abbiamo raggiunto complessivamente una riduzione di 665 tonnellate di spreco alimentare rispetto al 2017, assicurando un importante taglio agli sprechi lungo tutta la filiera”, dichiara Vittorio Fiore, Direttore comunicazione e public affairs Lactalis Italia. “Non sono freddi numeri, ma rappresentano concretamente uno degli impegni di Lactalis, primo gruppo agroalimentare in Italia. Vogliamo sostenere politiche di lotta allo spreco alimentare attraverso processi di economia circolare per promuovere l’attenzione sulla responsabilità sociale, economica e ambientale”.

Lactalis combatte anche la povertà alimentare attraverso la donazione di prodotti fuori tempo di commercializzazione ma ancora idonei al consumo: nell’ultimo anno sono state donate oltre 750 tonnellate di prodotti a onlus e fondazioni del terzo settore, per un valore di circa due milioni di euro di prodotti.

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