Nonostante rincari record e una filiera sotto pressione, il cioccolato resiste. Anzi, per molti consumatori europei, italiani in testa, diventa una “priorità emotiva” a cui è difficile rinunciare. A dimostrarlo sono i dati del “Cocoa Crisis Report” di YouGov, che fotografano un mercato, quello del cacao, fortemente colpito dalla volatilità globale ma sorprendentemente solido nei comportamenti d’acquisto.
CACAO E CIOCCOLATO: PREZZI ALLE STELLE LUNGO LA FILIERA
Dall’inizio del 2024 il prezzo delle fave di cacao è aumentato di oltre il 70%, passando dai 4.443 dollari/tonnellata di inizio 2024 agli 8.402 dollari/tonnellata di giugno 2025, dopo il picco record di 10.710 dollari a gennaio 2025 sulle piazze finanziarie di New York e Londra. Un rincaro dovuto alla “tempesta perfetta” che ha colpito il settore: cattivi raccolti in Ghana e Costa d’Avorio, cambiamento climatico, malattie delle colture, colli di bottiglia logistici e tensioni speculative.
I produttori europei hanno assorbito gran parte degli aumenti, limitando l’impatto sui consumatori a un +18,1% medio annuo in mercati chiave come Italia, Belgio, Germania e Paesi Bassi.
PRIVATE LABEL PIÙ CARE DEI MARCHI PREMIUM
La crisi ha però rimodellato i prezzi a scaffale. Le private label hanno registrato gli aumenti più forti, con incrementi medi fino al +25%, mentre i segmenti premium hanno contenuto i rincari attorno al +5%, ben al di sotto della media del comparto (+14%). Una dinamica legata ai contratti di fornitura a breve termine tipici della marca del distributore, che rendono gli adeguamenti più rapidi e incisivi.
IL CIOCCOLATO COME BENE EMOTIVO
Nonostante tutto, il consumo regge. Il cioccolato resta un prodotto guidato dalle emozioni, percepito come “piccolo bene di lusso” o forma di evasione accessibile. In Italia, la penetrazione del mercato è salita al 93% (dal 92,7%), con le tavolette all’82,1%.
Nel 2025 le famiglie italiane hanno acquistato cioccolato 14,2 volte l’anno (+1% sul 2024), riducendo le quantità medie di circa 7%, ma aumentando la spesa media annua a oltre 72 euro (+8,4%). La strategia anti-inflazione è chiara: comprare più spesso, ma meno.
FESTIVITÀ E TRADIZIONI SFIDANO L’INFLAZIONE
La componente emotiva emerge ancora di più nel cioccolato stagionale. In Belgio, nel 2024, uova di Pasqua e assortimenti natalizi hanno visto prezzi in aumento del 26,6%, senza cali della domanda. In alcuni casi, i consumatori hanno persino scelto opzioni premium, pur di non rinunciare alle tradizioni.
UN FUTURO INCERTO PER LA FILIERA
Oltre ai prezzi, la crisi del cacao mette in luce fragilità strutturali. Secondo il Trend Reality 2025 di YouGov, oltre 28.000 citazioni sui media e 21.000 post social hanno affrontato il tema della resilienza climatica. Siccità, degrado del suolo e parassiti minacciano la sostenibilità di lungo periodo della produzione.
Il cacao diventa così simbolo di una volatilità sistemica: dall’Africa occidentale ai supermercati europei, l’inflazione non è solo un problema di prezzi, ma il segnale di una catena di approvvigionamento sempre più esposta agli shock globali.
