Era il 1991. L’Italia si preparava all’Europa di Maastricht, il consumo era in evoluzione e sulle scrivanie dei manager dell’industria alimentare e della distribuzione, faceva la sua comparsa il primo numero di Food. Un’intuizione di Paolo Dalcò per creare ciò che nella comunicazione B2B non esisteva e che nel tempo è rimasto un unicum, un prodotto editoriale verticale, interamente dedicato a uno dei pilastri dell’economia italiana, che all’epoca non aveva ancora il giusto risalto. Oggi con orgoglio possiamo dire di aver partecipato e contribuito attivamente a questa ascesa.
In 35 anni, quell’inserto in italiano e inglese all’interno del magazine economico Business è diventato il punto di riferimento del settore, con una storia indissolubilmente legata all’evoluzione della filiera agroalimentare italiana.

Nel 2026 Food celebra i suoi 35 anni e lo fa non con un semplice amarcord, ma con un viaggio a ritroso che è, in realtà, una chiave per interpretare il domani. Diverse iniziative ci accompagneranno per i prossimi 12 mesi e culmineranno con un libro celebrativo che avrà al centro i protagonisti di ieri e di oggi del settore. La conoscenza del passato è lo strumento più potente per riconoscere le strategie vincenti e anticipare le sfide future. Sfogliare i nostri numeri storici è come rileggere le fondamenta di un settore in continua evoluzione, scoprendo che la ricerca di efficienza, l’attenzione alla filiera e il legame con il territorio non sono invenzioni recenti, ma asset che hanno sempre guidato il successo di industria e retail. Rileggere le interviste, le inchieste e i reportage di Food è come sfogliare l’album di famiglia dell’industria alimentare e della Gdo italiana, cogliendone i successi, le svolte, le crisi e le risalite.
Torniamo per un istante al 1991. La distribuzione era dominata da una profonda frammentazione, dove il negozio tradizionale e il piccolo dettaglio giocavano un ruolo preponderante. L’espansione del supermercato era in corso, offrendo una maggiore razionalizzazione dell’offerta e convenienza ai consumatori. Il 1991 segnava anche l’inizio delle alleanze, con la nascita delle prime supercentrali d’acquisto come risposta strategica dei distributori alla crescente pressione dell’industria e la prima chiara indicazione che il futuro sarebbe stato giocato sulla concentrazione e sul potere negoziale. A proposito di concentrazione, nei primi anni Novanta le prime 10 aziende alimentari rappresentavano solo il 12% del fatturato totale (15mila miliardi di lire) con una struttura composta da 40mila imprese. Un terreno di conquista per le multinazionali europee e americane, tanto che dieci delle prime 30 società del settore erano controllate da capitale straniero o presentavano una partecipazione estera a livelli significativi. Gli albori di una ricerca di struttura e dimensione che è proseguita negli anni. Se nel tempo l’interesse delle multinazionali si è affievolito, la necessità di superare la frammentazione produttiva resta ancora oggi una tematica di forte attualità. Allora come adesso è fondamentale strutturarsi per essere competitivi sui mercati internazionali, e se all’inizio degli anni Novanta era un’esigenza in vista della nascita del mercato europeo, oggi è d’obbligo per affrontare le sfide a livello globale. Un dato da evidenziare: nel 1990 l’export dei prodotti agroalimentari italiani era pari a circa 6 miliardi di lire, che attualizzati corrispondono a circa 6,5 milioni di euro. Ciò vuol dire che se oggi l’export di Italian Food genera 70 miliardi di euro è cresciuto di oltre 10mila volte in termini di volume d’affari globale. Una corsa che è destinata a progredire, così come evolverà lo scenario domestico. In questi 35 anni, il panorama del settore è stato attraversato da una trasformazione profonda, pur mantenendo salde alcune radici fondamentali. Se la centralità del prodotto italiano, l’attenzione al territorio e la ricerca di efficienza costituiscono ancora oggi il Dna competitivo e il pilastro etico del comparto, sono i paradigmi intorno a essi a essere mutati radicalmente.
Siamo passati da un consumatore abitudinario e legato al carrello fisico a un utente multicanale, che cerca una convenienza personalizzata attraverso il digitale. La sostenibilità, un tempo percepita come un costo accessorio, è diventata un driver di scelta etica imprescindibile. Parallelamente, la tecnologia ha compiuto un salto epocale: laddove nel 1991 la frontiera dell’innovazione era rappresentata dal codice a barre, oggi ci muoviamo in un ecosistema governato dall’AI e dall’automazione predittiva.

L’editoriale di Paolo Dalcò sul primo numero di Food, Maggio 1991
Per Food l’anniversario dei 35 anni è soprattutto uno slancio verso il futuro. In un mercato globale dove l’incertezza è l’unica costante, il ruolo di Food si evolve, diventando sempre più un partner strategico per la business community del settore. Il futuro del food&beverage italiano richiede oggi una capacità di lettura dei dati e un’interpretazione del contesto di mercato sempre più approfondita. Per un target specializzato, chiamato a prendere decisioni ad alto impatto, non basta sapere “cosa” sta succedendo, ma occorre capire “quando” e “come” agire.
In questo contesto Food rinnova il suo impegno a fornire analisi sempre più accurate e puntuali, strumenti indispensabili per navigare la volatilità dei mercati e anticipare i trend di consumo. La nostra missione si esprime attraverso una comunicazione multicanale e integrata. Abbiamo superato la distinzione tra fisico e virtuale per approdare a un modello di comunicazione evoluta, in cui il magazine si integra sempre più con touchpoint digitali. Ecco che il 35° anniversario di Food coincide con la nascita di Food Insights, una piattaforma su cui confluiranno know how e contenuti.
In questo percorso, la tecnologia e i format si evolvono, ma il cuore della nostra identità resta immutato. Il nostro punto di forza rimarrà sempre l’ascolto diretto dei protagonisti: quel dialogo costante con chi la filiera la vive quotidianamente. La nostra identità si identifica nel valore profondo della relazione e nel capitale umano. Food è fatta di persone che negli anni hanno documentato la crescita del food&beverage italiano. Sono sempre le persone che, giorno dopo giorno, dietro ogni dato, ogni trend e ogni previsione, costruiscono le basi per il futuro, con visione e passione.
