L’Italia compie un passo decisivo nel rafforzamento della tutela delle indicazioni geografiche. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge che autorizza la ratifica dell’Atto di Ginevra sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche, confermando l’impegno del governo a sostegno del comparto agroalimentare di qualità.
La legge 14 gennaio 2026, n. 13, approvata dal Senato il 7 gennaio 2026, consolida il quadro di protezione delle indicazioni geografiche italiane, estendendo la tutela internazionale non solo alle denominazioni di origine protetta (Dop) ma anche alle indicazioni geografiche protette (Igp). Un superamento rilevante dei limiti dell’Accordo di Lisbona originario, che rafforza la competitività del made in Italy sui mercati globali.
Il sistema di protezione previsto dall’Atto di Ginevra, gestito dalla World Intellectual Property Organization (WIPO), conta attualmente 44 parti contraenti e garantisce una tutela più ampia: copertura anche per prodotti non comparabili, servizi e contro diverse forme di abuso, comprese usurpazioni e imitazioni. L’accordo introduce inoltre la possibilità di adesione per le organizzazioni intergovernative, ampliando il raggio d’azione verso mercati strategici. Hanno già aderito l’Unione Europea e l’Organizzazione Africana per la Proprietà Intellettuale (OAPI).
Sul piano procedurale, il nuovo sistema si distingue per una maggiore accessibilità: i beneficiari possono presentare domanda direttamente alla WIPO e viene ribadito il principio secondo cui le indicazioni geografiche registrate a livello internazionale non possono essere considerate termini generici nei Paesi contraenti. Per l’Italia, già parte dell’Accordo di Lisbona, la ratifica consente inoltre di preservare l’anteriorità della protezione delle Dop già riconosciute.
L’Atto di Ginevra assume anche un valore politico ed economico, configurandosi come un argine alle politiche protezionistiche che minacciano il sistema dei prodotti Dop e Igp. Un tema su cui è intervenuta con forza Origin Italia, sottolineando il ruolo strategico degli strumenti multilaterali e bilaterali per difendere un modello che ha garantito successo e valore aggiunto alle filiere di qualità.
Ora si attende la ratifica del Presidente della Repubblica, passaggio necessario per l’entrata in vigore e la successiva attuazione del trattato. In questa fase, un ruolo centrale sarà svolto dal MASAF, individuato come autorità nazionale competente. Il percorso è stato sostenuto dall’azione congiunta del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.
Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia, commenta: “Dopo una lunga attesa, le indicazioni geografiche italiane dispongono finalmente di uno strumento internazionale di tutela fondamentale. Ringraziamo il governo e il parlamento per aver riconosciuto l’importanza dell’Atto di Ginevra: uno strumento cruciale soprattutto nel contesto attuale segnato da politiche protezionistiche”.
