Andrea Brandonisio, AD Gruppo Gioiella, parla di eccellenza casearia a Milano. Cucina professionale sullo sfondo.

Gioiella a Milano per parlare di eccellenza casearia

L’azienda pugliese, leader nel mercato dei formaggi freschi a pasta filata, punta su qualità, innovazione, strategie per l’efficienza della distribuzione e presenza mirata nella ristorazione 
Andrea Brandonisio, AD Gruppo Gioiella, parla di eccellenza casearia a Milano. Cucina professionale sullo sfondo.

Portare nel mondo l’eccellenza italiana, con uno dei prodotti più tipici e rappresentativi: la mozzarella. È questa la mission di Gioiella, azienda casearia pugliese fortemente radicata nel territorio delle Murge, che ha reso famosa la mozzarella di Gioia del Colle, l’unica mozzarella di latte vaccino ad aver ottenuto la certificazione Dop. 

Gioiella, fondata nel 1946 e oggi guidata dalla terza generazione della famiglia Capurso, porta avanti sapere antico e qualità rispettosa della tradizione in una infrastruttura industriale avanzata: binomio vincente, che vale un fatturato di circa 230 milioni di euro all’anno.

L’azienda celebra quest’anno gli 80 anni di storia e attività; in attesa di festeggiare l’importante anniversario a TuttoFood il prossimo maggio, ha voluto incontrare la stampa giovedì 19 marzo, durante un evento a Milano da ‘Pepe – Barra Italiana”, il nuovissimo ristorante di Langosteria, aperto lo scorso febbraio e guidato dallo chef Luca Fantini.  

 Mozzarella Dop, valore aggiunto per la pizza gourmet

“La qualità del prodotto è il volano necessario per crescere, anche a livello internazionale – ha affermato Andrea Brandonisio, Amministratore Delegato del Gruppo –. Oggi vogliamo ampliare la nostra presenza nella ristorazione, in particolare nel contesto delle pizzerie gourmet, che riconoscono alla pizza un importante ruolo nella valorizzazione del made in Italy. Crediamo che la nostra mozzarella di Gioia del Colle Dop possa dare un vero valore aggiunto e fare la differenza. Per noi è fondamentale che i prodotti arrivino freschissimi, alla ristorazione come nei punti retail. La distribuzione è un nodo focale, considerato che il 42% del nostro business è in Italia, 55% è in Europa, il restante tra Asia e America. Per garantire un servizio il più efficiente possibile, in Italia abbiamo aperto cinque depositi di proprietà; nei Paesi europei e a livello mondiale ci avvaliamo comunque di depositi distributivi scelti, che rappresentano il nostro marchio”.  

Burrata, icona in tutto il mondo

“Oltre alla mozzarella di Gioia del Colle Dop, siamo uno dei maggiori player internazionali nella produzione di burrata” ha spiegato Brandonisio. “Facciamo parte del Consorzio Burrata di Andria Igp, ma ne realizziamo anche di classica, senza lattosio, affumicata e in varie versioni aromatizzate. È un formaggio che rappresenta fortemente la Puglia, oggi divenuto ‘iconico’ soprattutto tra i giovani e all’estero. C’è una forte richiesta, anche nei nostri Paesi di esportazione più lontani, come il Giappone, la Corea o altre zone asiatiche. Abbiamo quindi studiato e messo a punto una tecnologia di surgelazione, utile alla sostenibilità dei trasporti e che consente di avere un prodotto come fresco semplicemente scongelandolo, a temperatura controllata in un forno a microonde, per in 35 secondi. È un grande servizio per la ristorazione: una burrata sempre pronta all’uso e senza che la qualità ne risulti alterata.  

Caciocavallo affinato in grotta

Ogni giorno Gioiella lavora oltre 500 tonnellate di latte, tra pugliese e italiano (proveniente per la maggior parte dalle regioni del Nord). La produzione di burrata sfiora i 700mila pezzi al giorno.  L’offerta si completa con caciocavallo, stracciatella, scamorze e altro. 

“L’elemento centrale della lavorazione dei nostri formaggi freschi a pasta filata è il siero-innesto”, ha specificato Federica Capurso, responsabile marketing di Gioiella. “È un ingrediente naturale, preparato ancora oggi secondo metodi tradizionali; grazie alla presenza di microrganismi autoctoni, definisce con precisione il profilo organolettico di questi formaggi, contribuendo alla nota aromatica. Anche il caciocavallo è un prodotto identitario del territorio. Viene stagionato 70-90 giorni nelle nostre grotte aziendali, che abbiamo ristrutturato qualche anno fa e che garantiscono temperatura e umidità controllate. Infine riprenderemo molto presto la produzione di ricotta, sospesa in questo momento per l’aggiornamento degli impianti: la nostra è una ricotta brevettata, prodotta non da siero ma da crema di latte. Ne siamo particolarmente orgogliosi”.  

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