Penny Market-Carpi

Il discount moderno secondo Penny

Il risparmio non basta. Per raccogliere la sfida del cambiamento, l’insegna punta su: innovazione dell’esperienza di acquisto, rafforzamento dei reparti serviti e delle filiere locali, valorizzazione del capitale umano
Penny Market-Carpi

“Nel 2025 il discount ha definitivamente superato la sua accezione tradizionale. Il risparmio rimane un pilastro del posizionamento, ma non è più sufficiente: oggi i clienti chiedono qualità, servizio, vicinanza e un’esperienza d’acquisto che sia coerente con nuove sensibilità e nuovi stili di vita”. Vanno diritti al punto Willy Marino e Filippo Ferruzzi, rispettivamente Sales area coordinator South e Sales area coordinator North Penny, nel descrivere il cambio di passo vissuto dal canale. Un’accelerazione che l’insegna ha saputo interpretare adottando una strategia costruita sulla capacità di mettere a terra una visione di lungo periodo, in grado di andare oltre gli interventi tattici, per agire in modo strutturato su quattro leve chiave. 

La private label – spiegano Marino e Ferruzzi – ha assunto un ruolo sempre più strategico, diventando un vero strumento di differenziazione: non più solo convenienza, ma qualità accessibile, identità di marca e capacità di rispondere a target sempre più specifici. E questo ci ha permesso di parlare a pubblici diversi, senza perdere coerenza. La shopping experience è stata poi un altro asset decisivo. L’inserimento di nuovi servizi e la trasformazione dei layout rispondono alla volontà di rendere la spesa più semplice, fluida e gratificante. Il discount contemporaneo non può essere solo efficiente: deve diventare un luogo in cui il cliente percepisce attenzione e valore. Abbiamo, inoltre, continuato a investire nei format di prossimità, che rappresentano una risposta concreta alle esigenze delle aree urbane. Essere presenti nei centri città significa intercettare nuove abitudini di consumo, garantire rapidità e disponibilità, e rafforzare la nostra relazione quotidiana con le comunità locali. Infine, un ruolo centrale lo hanno recitato i banchi serviti, che per Penny rappresentano un elemento distintivo. Non sono solo un’estensione dell’offerta, ma un segnale di fiducia, relazione e competenza. Portano nei nostri negozi qualità, italianità, autenticità e un livello di servizio che ha un valore sia commerciale sia identitario”.

Le direzioni da seguire

L’insegna si è, dunque, affidata al combinato disposto di queste leve, per affrontare un anno, il 2025, archiviato con un risultato numerico non banale (453 punti vendita), che rafforza il posizionamento della catena nel panorama della distribuzione moderna italiana e che incornicia una strategia plasmata su un modello in cui si integrano investimenti mirati, rinnovamento della rete, valorizzazione dei reparti serviti e una sempre maggiore attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Ma soprattutto Penny è pronta a fare di questo impianto la bussola capace di guidare la sua traiettoria di sviluppo nel 2026. “Il nostro piano di crescita – confermano Marino e Ferruzzi – poggerà innanzitutto sull’innovazione dell’esperienza di acquisto. Continueremo a fare evolvere i layout, i servizi e l’offerta, con un focus su qualità, facilità di fruizione e coerenza dell’identità di marca. L’obiettivo è rendere la spesa sempre più intuitiva, gratificante e vicina ai bisogni reali delle persone. Sotto la lente ci sarà, poi, il rafforzamento dei reparti serviti e delle filiere locali. I primi resteranno, infatti, un elemento distintivo del nostro modello: rappresentano identità, relazione e competenza. Al tempo stesso, continueremo a valorizzare le produzioni del territorio, con un ruolo crescente della nostra private label come veicolo di autenticità e accessibilità. Non ultimo, infine, punteremo sulle persone. Il capitale umano è la leva che più di ogni altra ci permette di crescere in modo sostenibile. Formazione, crescita interna e sviluppo delle competenze saranno al centro delle nostre azioni anche nel 2026, perché la qualità del servizio passa da team preparati, motivati e consapevoli del proprio ruolo”. In buona sostanza, insomma, “nel 2026 – dicono Marino e Ferruzzi – vogliamo consolidare la nostra posizione in un mercato maturo, facendo ciò che sappiamo fare meglio: unire convenienza, qualità e vicinanza”.

Avanti con il format contemporaneo

E che la formula sia efficace lo dimostrano già i primi riscontri registrati in questo inizio d’anno, “aperto – raccontano Marino e Ferruzzi – con prospettive solide e una visione di crescita chiara. Le previsioni di fatturato confermano un trend positivo e coerente con il percorso degli ultimi anni, sostenuto da un piano industriale che mette al centro sviluppo, qualità e sostenibilità. Non si tratta solo di incrementare volumi, ma di continuare a generare valore attraverso un modello di discount moderno, inclusivo e capace di parlare alle diverse esigenze dei clienti”. Sul fronte della rete, poi, “prevediamo un’ulteriore espansione e consolidamento – continuano Marino e Ferruzzi –. Abbiamo in agenda nuove aperture e interventi di ammodernamento mirati, con l’obiettivo di rafforzare la nostra presenza sia nelle aree ad alto potenziale sia nei territori dove la prossimità rappresenta un fattore determinante. Continueremo a investire in formati che rispondono alle nuove abitudini di acquisto: punti vendita più efficienti, più sostenibili e più integrati nel tessuto urbano, in particolare nei centri città”.  

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