Nel 2025 l’industria italiana dei contenitori in vetro ha mostrato la sua resilienza in un contesto di costi energetici alti e volatili e di una complessa situazione geopolitica. La produzione di bottiglie, vasetti, flaconi e articoli per la tavola è infatti aumentata del 4% rispetto all’anno precedente, con un balzo in avanti soprattutto per le bottiglie di vetro (+6%). Positivo anche il saldo commerciale del vetro cavo: aumentano le esportazioni di circa l’8% rispetto al 2024 e diminuiscono le importazioni del 3,6%. Proprio le bottiglie di vino e birra sono state al top degli acquisti “in vetro” nella grande distribuzione. Un dato positivo che rispecchia il sentire dei consumatori italiani, che vedono nei contenitori in vetro un marchio “doc” per la sicurezza alimentare.
Produzione 2025 a oltre 4,5 mln di ton.
A fare il punto sullo stato di salute dell’industria italiana dei contenitori in vetro, prima in Europa, è Assovetro, che illustra anche alcuni dati Nomisma sui mercati collegati al vetro. “Il mondo del packaging alimentare – sottolinea Biagio Costantini, Presidente della sezione contenitori di Assovetro – da sempre è alla ricerca di soluzioni che non solo conservino l’integrità e la sicurezza degli alimenti, ma che siano anche ambientalmente sostenibili. Il vetro rispetta queste caratteristiche e i consumatori ne sono consapevoli, tanto che l’87% degli europei consiglia il vetro quale packaging più sicuro e il 96% degli italiani raccomanda bottiglie e vasetti per conservare cibo e bevande”.
La produzione di contenitori in vetro è stata nel 2025 di oltre 4,5 milioni di tonnellate. Il settore bottiglie assiste a un boom dell’export e a una diminuzione dell’import (-4,3%). Per i vasi alimentari, invece, dopo l’exploit di produzione del 2024 (+24,5%), il 2025 ha fatto registrare un calo di produzione del 6,5% (350mila tonnellate di vasi prodotti) con un aumento dell’import del 4,4% e una diminuzione dell’export del’1,3%. Nel 2025 il tasso stimato di raccolta del vetro è dell’89% con un tasso di riciclo dell’80,5%, che negli ultimi 6 anni ha superato sempre il target Ue di riciclo del 75% previsto per il 2030.
Vini fermi e birra top seller
L’Osservatorio Nomisma sul largo consumo rileva che nel 2025, per i prodotti del food&beverage nella Gdo, dove il vetro è il packaging d’elezione, si è registrato un aumento delle vendite del 2,4%. Sul podio degli acquisti in vetro le bottiglie di vino fermo e birra. Nel 2025 sono stati acquistati oltre un milione di bottiglie di birra e circa 400.000 di vino fermo, per un valore rispettivamente pari a 1,665 milioni di euro e 1,681 milioni di euro. Nella classifica dei prodotti confezionati in vetro seguono le passate di pomodoro (390.000 confezioni), i sughi pronti (265.000) i vini frizzanti (233.000).
L’indagine mostra anche come il concetto di sostenibilità del packaging sia entrato nel carrello della spesa. Per i consumatori che hanno partecipato alla survey un pack sostenibile deve essere senza imballaggio in eccesso (45%), interamente riciclabile (43%), con materiale riciclato, (35%) plastic free (29%), prodotto con uso responsabile delle risorse (28%), riutilizzabile (28%), restituibile (22%): la fotografia delle confezioni in vetro.
