La nuova campagna di comunicazione NaturaSì, la principale insegna italiana di negozi specializzati in prodotti biologici e naturali, mette l’accento sul prezzo degli alimenti, misurando e assegnando un valore non solo ai costi di produzione e di distribuzione, ma anche a quelli dei servizi ecosistemici. Un impegno volto a valorizzare la funzione dell’agricoltore come ‘custode del pianeta’: chi coltiva non produce solo cibo sano, ma genera ogni giorno servizi preziosi per tutta la collettività, cioè acqua e aria pulite, fertilità del terreno, contrasto all’erosione del suolo, biodiversità. Un ruolo fondamentale nella tutela dell’ambiente, che si riflette sulla salute dell’uomo e che per questo merita un riconoscimento, anche economico.
Il costo, da ‘trasparente’ a ‘giusto’
La campagna è stata lanciata alla 22° edizione di ‘Fa’ la cosa giusta’, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, a Milano-Rho dal 13 al 15 marzo scorsi: il contenitore perfetto per sottolineare i claim ‘Il giusto prezzo per la salute dell’uomo e della Terra’, e ‘Se paghi un prezzo troppo basso, qualcuno lo paga per te’. Già nel 2025 NaturaSì aveva affrontato il tema del ‘prezzo trasparente’, facendo chiarezza su come si compone il costo finale di un prodotto: al prezzo pagato all’agricoltore bisogna aggiungere i costi della messa a scaffale, che vanno dalla distribuzione, al controllo qualità, all’Iva, fino alle spese di affitto e lavoro che un punto vendita deve sostenere.
Una percentuale per gli ecosistemi
Nel 2026 con la nuova campagna si fa un passo avanti, riconoscendo all’agricoltore una percentuale in più per il contributo ai servizi ecosistemici. Un cibo sano può essere prodotto solo in un contesto agroecologico sano; la cura e il mantenimento di questo contesto richiedono un supporto economico, con un differenziale sul prezzo finale dichiarato in modo esplicito. Per esempio, è stato chiesto agli agricoltori di calcolare qual è il prezzo di cessione del finocchio, ovvero il costo culturale comprensivo di lavorazione, imballi, qualità e remunerazione dell’imprenditore agricolo: il valore medio calcolato è di € 1,25 al chilo. EcorNaturaSì retribuisce l’agricoltore con €1,80: 0,55 di differenza vengono riconosciuti per la produzione dei servizi ecosistemici.
Le scelte di oggi influenzano il domani
“Per gli agricoltori questo non è solo utile, ma vitale – ha sottolineato Fabio Brescacin, Presidente di NaturaSì -. Oggi non ce la fanno a far quadrare i bilanci. Un prezzo troppo basso spesso nasconde suolo degradato, biodiversità compromessa, sfruttamento delle persone e risorse naturali consumate senza rispetto. Per questo la campagna invita i consumatori alla consapevolezza: le scelte di acquisto quotidiane influenzano non solo il presente, ma anche il futuro.
Un approccio internazionale
La campagna prende spunto dall’approccio scientifico del True cost of food, un metodo di analisi che misura in modo sistematico tutti i costi nascosti del cibo (ambientali, sanitari, sociali ed economici) e attribuisce a questi costi un valore monetario. Il tutto si inserisce in un contesto internazionale in cui i servizi ecosistemici stanno acquisendo sempre più riconoscimento, anche economico. Lo dimostrano i Sistemi di Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PES, Payments for Ecosystem Services) strumenti oggi utilizzati in molti Paesi del mondo per finanziare chi quei servizi li conserva o li rigenera.
