Segnali contrastanti arrivano dai consumi in Italia. I dati diffusi dall’Istat sulle vendite al dettaglio di febbraio mostrano una crescita tendenziale a valore del +1,6%, accompagnata però da una lieve contrazione a volume del -0,1%. Un divario che riflette la pressione inflattiva ancora presente. Particolarmente debole il comparto alimentare, dove il calo a volume si accentua al -0,5%, indicando una riduzione effettiva delle quantità acquistate dalle famiglie.
Il quadro complessivo conferma la fragilità della domanda interna, già condizionata da un’inflazione in lieve aumento. A pesare ulteriormente è il deterioramento del clima di fiducia: a marzo l’indice dei consumatori ha toccato il livello più basso da ottobre 2023, risentendo anche delle tensioni del contesto internazionale. In questo scenario, si allontanano le prospettive di una ripresa sostenuta dei consumi, rendendo sempre più urgente, come sottolinea Federdistribuzione, l’introduzione di misure di sostegno mirate.
FAMIGLIE SOTTO PRESSIONE
Le difficoltà sono confermate anche da un’indagine Ipsos realizzata per Federdistribuzione su un campione rappresentativo di 1.000 italiani nella prima metà di marzo. Il 50% degli intervistati si dichiara insoddisfatto della propria situazione economica. Tra le principali cause emergono l’aumento del costo della vita e la difficoltà a gestire il bilancio familiare, indicati dal 58% degli intervistati, in crescita di otto punti percentuali rispetto a ottobre 2025. Le aspettative restano improntate alla cautela: il 64% degli italiani prevede un ulteriore aumento dei prezzi nei prossimi mesi.
STRATEGIE DI DIFESA: RISPARMIO E TAGLI ALLA SPESA
Di fronte all’incertezza, i comportamenti di consumo diventano sempre più prudenti. L’89% degli italiani dichiara di aver adottato misure per risparmiare.
Nel dettaglio:
- Il 48% ricerca offerte e promozioni nella spesa alimentare;
- Il 35% presta maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi;
- Il 23% ha ridotto le quantità acquistate;
- Il 16% ha diminuito anche l’attenzione alla qualità.
Si tratta di segnali chiari di una contrazione dei consumi reali, con impatti potenzialmente duraturi sulla domanda interna. In questo contesto, il retail moderno si conferma un punto di riferimento per le famiglie. In particolare, cresce il peso dei prodotti a marchio del distributore, considerati una soluzione per conciliare qualità e convenienza. Il 94% degli italiani acquista prodotti Mdd, mentre il 28% dichiara di averne aumentato il consumo come strategia per difendere il proprio potere d’acquisto.
