La rivoluzione razionale: il surgelato diventa pilastro strutturale della spesa italiana

La rivoluzione razionale: il surgelato diventa pilastro strutturale della spesa italiana

Record storico di consumi nel 2024: 17,5 kg pro capite e oltre 1 milione di tonnellate totali: non è più "convenienza d'emergenza", ma una scelta consapevole
La rivoluzione razionale: il surgelato diventa pilastro strutturale della spesa italiana

Il mercato dei surgelati in Italia ha superato una soglia psicologica e strutturale definitiva. Secondo i dati IIAS (Istituto Italiano Alimenti Surgelati) contenuti nel nuovo Annual Report Frozen di Food, il 2024 si è chiuso con un volume complessivo di oltre un milione di tonnellate, segnando una crescita che riflette trasformazioni sociali concrete come la riduzione dei nuclei familiari e la necessità di ottimizzare tempi e risorse. Per Giorgio Donegani, Presidente IIAS, “Siamo di fronte a una componente strutturale della pianificazione alimentare italiana: il surgelato non è più una soluzione d’emergenza, ma una scelta quotidiana basata sulla razionalità organizzativa”.

La vera vittoria del settore è culturale, con un consumatore che non acquista più il surgelato solo per la sua durata, ma per un valore intrinseco che trova conferma nei dati di mercato. Grazie alla tecnologia di surgelazione rapida, i vegetali trattati poche ore dopo la raccolta preservano contenuti vitaminici spesso superiori ai prodotti freschi conservati refrigerati per alcuni giorni. Questa ricerca di qualità si riflette nella crescente domanda di clean label, con ingredienti riconoscibili e formulazioni attente a esigenze dietetiche specifiche che sfruttano la surgelazione come processo esclusivamente fisico, rendendo superflui gli additivi conservanti. A livello di performance merceologiche, i vegetali si confermano leader con oltre 300.000 tonnellate e una crescita del +1,9%, mentre i prodotti ittici panati o preparati registrano un incremento del +7%. Anche il segmento delle pizze surgelate mostra segnali di recupero con un progresso del +3% rispetto all’anno precedente.

Il campione della sostenibilità: spreco ridotto al 2,2%

Uno dei dati più dirompenti del Report riguarda l’impatto ambientale e la lotta al food waste. Mentre lo spreco alimentare domestico medio in Italia è di circa 667 grammi a settimana, la quota imputabile ai surgelati è appena di 14,9 grammi, rappresentando solo il 2,2% dello spreco totale. Questa straordinaria efficienza è dovuta alla natura stessa del prodotto, che permette un porzionamento preciso e una gestione flessibile delle scorte senza i vincoli della deperibilità immediata. Inoltre, la lavorazione industriale centralizzata consente una valorizzazione integrale della materia prima, ottimizzando le rese e riducendo gli scarti alla fonte rispetto alla preparazione domestica del fresco.

La sfida industriale: costi, partnership e il progetto “Go to -15°C”

Nonostante la domanda solida, l’industria deve navigare in un contesto di costi strutturali ancora elevati. Renato Bonaglia, Presidente di UNAS, sottolinea come “L’energia continui a incidere pesantemente sui processi di congelamento e stoccaggio, mentre le materie prime risentono della volatilità dei mercati internazionali. La risposta del settore passa per una partnership più stretta con il retail, che deve superare la logica del prezzo per costruire progetti di categoria capaci di valorizzare l’innovazione e la sostenibilità”. Un esempio concreto di questa spinta è il progetto internazionale “Go to -15°C”, volto a rivedere le temperature di stoccaggio per favorire l’efficienza energetica della catena del freddo senza compromettere la sicurezza alimentare.

Un bilancio da 5,7 miliardi di euro

Questo dinamismo ha portato il comparto a traguardi economici senza precedenti, consolidando una crescita a valore del +1,8%. Il 2024 si è infatti concluso con un volume totale di 1.030.323 tonnellate di alimenti surgelati, spingendo il fatturato complessivo del mercato a quota 5,7 miliardi di euro. Analizzando la distribuzione del valore, il canale retail si attesta a 3,8 miliardi di euro, sostenuto da una crescita dei volumi del +3,1% nei consumi domestici. Al contempo, il canale del fuori casa mantiene una solidità strutturale con un fatturato di 1,8 miliardi di euro, confermando come il surgelato sia ormai un elemento indispensabile e di alta qualità per l’intera filiera alimentare italiana.

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