La filiera delle mele Pink Lady Europe dispone per la prima volta di una misurazione completa e oggettiva del proprio impatto ambientale. Sono stati infatti presentati i risultati dell’analisi del ciclo di vita (LCA), uno studio avviato nel 2019 con l’obiettivo di quantificare e orientare le azioni di miglioramento lungo tutte le fasi, dal frutteto fino al consumatore . L’approccio adottato integra dimensione ambientale, sostenibilità economica e sviluppo dei territori, articolandosi su quattro pilastri: ambiente, sostegno ai produttori, sviluppo economico e sociale e trasparenza verso il consumatore .
UN’ANALISI ESTESA ALL’INTERA FILIERA
Lo studio, realizzato con il supporto di Agrosolutions, copre produzione agricola, trasporto, confezionamento e distribuzione. L’analisi si basa su un approccio multicriterio (emissioni di gas serra, qualità dell’aria, acqua e suolo) e su un campione rappresentativo di tutti gli attori della filiera nei principali paesi produttori: Francia, Italia e Spagna .
DISTRIBUZIONE E CONSUMO GUIDANO L’IMPATTO CLIMATICO
I risultati evidenziano come le fasi a valle della produzione abbiano il peso maggiore sull’impronta climatica complessiva. In particolare:
- Distribuzione: 38% delle emissioni totali;
- Trasporti dei consumatori (dal punto vendita al domicilio): 22%;
- Imballaggi: 14%, con maggiore incidenza dei formati piccoli rispetto allo sfuso;
- Confezionamento: 8%, con l’energia elettrica come principale fattore;
- Produzione agricola: 7% dell’impatto totale.
Il dato relativo alla produzione agricola evidenzia un’incidenza relativamente contenuta, con le principali leve di miglioramento individuate nella fertilizzazione, nella meccanizzazione e nella gestione del fine vita degli alberi, per cui sono allo studio soluzioni di valorizzazione come triturazione o recupero energetico.

BIODIVERSITÀ: PRATICHE DIFFUSE NELLA FILIERA
Accanto all’analisi LCA, una diagnosi sulla biodiversità mostra un’ampia diffusione di pratiche agro-ecologiche:
- L’89% dei produttori mantiene l’inerbimento tra i filari;
- L’89% utilizza la confusione sessuale come alternativa alla difesa chimica contro la carpocapsa.
Questi dati confermano l’integrazione tra produzione agricola e tutela degli equilibri naturali.
STRUMENTO OPERATIVO PER LA STRATEGIA FUTURA
Oltre alla funzione di misurazione, l’LCA rappresenta un supporto operativo per le decisioni strategiche. I risultati consentono di identificare le principali aree di impatto ambientale e di strutturare interventi mirati su carbonio, biodiversità, suolo e risorse idriche.
L’analisi offre inoltre una base condivisa lungo tutta la filiera e risponde alla crescente domanda di trasparenza da parte dei partner commerciali, oltre a preparare i produttori alle evoluzioni normative, in particolare in materia di etichettatura ambientale.
