Riso Thai Hom Mali, il miglior riso del mondo. Riso jasmine con fiori di gelsomino.

Riso, l’Ue conferma la soglia al 45% per l’import a dazio zero

L’avallo da parte del Parlamento europeo dell’accordo dello scorso dicembre per favorire l’export dei paesi in via di sviluppo preoccupa gli operatori del settore risicolo
Riso Thai Hom Mali, il miglior riso del mondo. Riso jasmine con fiori di gelsomino.

Con 459 voti a favore, 127 contrari e 70 astenuti, il Parlamento europeo ha confermato l’accordo raggiunto lo scorso dicembre con i Paesi Ue per aggiornare il sistema di preferenze generalizzate, che elimina o riduce i dazi su alcune importazioni da paesi in via di sviluppo. È il caso della Cambogia e del Myanmar, che insieme esportano oltre 500mila tonnellate, più che raddoppiate nell’ultimo decennio, in grado di coprire quasi un terzo delle importazioni totali pari a 1,6 milioni di tonnellate. 

La clausola di salvaguardia ideata come sostegno concreto alla crescita dei paesi più poveri prevede che i dazi scattino solo nel caso di un aumento dell’import superiore al 45% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Si prevede che la norma entri in vigore dal primo gennaio 2027 e abbia una durata decennale.

Inutili gli sforzi della filiera

Non hanno sortito l’effetto sperato gli appelli di tutta la filiera italiana – organizzazioni agricole ed Ente Risi – per ridurre la percentuale dal 45% al 20%. Ci aveva provato l’europarlamentare Carlo Fidanza, con un emendamento ad hoc firmato da numerosi colleghi di Strasburgo. Tentativo andato a vuoto anche perché i paesi produttori in ambito Ue sono solo 8, con l’Italia a fare da traino assicurando oltre il 50% del raccolto continentale.  

E così il mercato continuerà a essere “invaso” da prodotto già lavorato e confezionato a costi molto bassi: un rischio concreto per il riso italiano, a buon diritto una delle eccellenze della produzione agroalimentare tricolore. Gli addetti a lavori, infatti, stimano l’ingresso di oltre 562mila tonnellate annue a dazio zero, a fronte delle 200mila considerate sostenibili.

Gli effetti della “clausola fantasma”

Secondo il Copa-Cogeca confermare la “clausola fantasma” significa mettere a rischio 100mila ettari di riso tipo Indica in Europa, con un costo stimato di 4 miliardi. Il vantaggio per i produttori beneficiari dell’accordo sarebbe invece stimato in soli 18 milioni per i produttori dei paesi beneficiari dell’accordo. 

A partire dal 2027, la clausola di salvaguardia si attiverà solo al raggiungimento di circa 313mila tonnellate di importazioni dalla Cambogia e 249mila tonnellate dal Myanmar, per circa 562mila tonnellate complessive, ben oltre i massimi volumi storici. Il che renderà di fatto inapplicabile il dazio sul riso lavorato da 175 euro a tonnellata. Salvo cancellare una quota della produzione italiana ed europea. La filiera aveva invano chiesto di prevedere la reintroduzione automatica dei dazi al raggiungimento di una soglia a circa 200mila tonnellate. Il timore delle associazioni di categoria è ovviamente quello di veder andare in crisi le imprese del settore risiero e un comparto che rappresenta un vero fiore all’occhiello per l’economia del nostro paese.

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