Non più una tecnologia da esplorare, ma una leva strategica concreta che impatta su produttività, relazione con il cliente e modelli di business. L’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando le regole del commercio digitale, trasformando non solo i processi interni delle imprese, ma anche il modo in cui queste incontrano, comprendono e servono i propri clienti. E in questo scenario, irrompe un fattore che promette di accelerare il cambiamento. Parliamo degli AI Agent, veri e propri nuovi attori del mercato che, secondo quanto emerso durante il Netcomm Digital Commerce Strategy Talk, promettono di impattare su almeno tre fronti.
Il primo è quello commerciale, dove questi chatbot evoluti puntano a svolgere un ruolo di intermediazione tra venditore e acquirente. Non una chimera onirica, ma una realtà che bussa alla porta, come dimostra il protocollo AP2 (Agent Payments Protocol) sviluppato da Nexi con Google e oltre 60 partner, pensato per abilitare transazioni sicure gestite autonomamente dagli agenti AI per conto degli utenti. Il passaggio non è però per nulla banale, perché richiede nuovi standard in grado di garantire autorizzazione, autenticità e accountability.
Il secondo aspetto da considerare è quello della relazione con il cliente. Gli Agenti AI sono pronti ad andare ben oltre il perimetro dell’Assistente AI, progettato per rispondere alle domande e supportare l’utente: collegati ai sistemi aziendali tramite API, possono compiere azioni concrete come sospendere una polizza o avviare un processo. Ma qui si impone una riflessione di fondo per le imprese, chiamate a valutare quanto spazio sia opportuno concedere alla nuova tecnologia. E quanto il consumatore sia disponibile a concederlo.
Infine, c’è il tema della Generative Engine Optimization (GEO), l’evoluzione della cara e vecchia SEO. I grandi assistenti AI stanno, infatti, diventando i nuovi intermediari anche nelle fasi di ricerca e scelta, allontanando potenzialmente il consumatore dal rapporto diretto con i brand. Che faranno quindi bene a investire maggiormente nella parte alta del funnel, portando i clienti a fare ricerche sulla marca e non solo legate al prodotto o al bisogno.
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