A fronte delle recenti stime preliminari diffuse dall’Istat, che indicano un indice generale di inflazione in risalita al +3,2% su base annua, la distribuzione moderna conferma il proprio impegno nel monitoraggio dei prezzi. Nonostante un contesto macroeconomico reso instabile dalle tensioni internazionali, in particolare per la crisi dello Stretto di Hormuz che incide sui costi energetici e della logistica, secondo Federdistribuzione il carrello della spesa mantiene una relativa stabilità, attestandosi al +2,3% su base tendenziale.
Responsabilità verso il consumatore
Le aziende associate a Federdistribuzione stanno operando con l’obiettivo primario, ribadito in sede istituzionale, di assorbire laddove possibile l’aumento dei costi a monte della filiera, per evitare che la pressione inflattiva si scarichi direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie italiane. Questa strategia è ritenuta fondamentale per garantire la tenuta dei consumi interni e salvaguardare la solidità delle filiere del made in Italy.
Monitoraggio costante dei prezzi
“In questa fase di forte incertezza non registriamo ancora tensioni sui prezzi lungo la filiera riconducibili direttamente agli eventi geopolitici recenti”, afferma Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione. Il vertice dell’associazione ha sottolineato come la priorità per il comparto rimanga l’attenzione costante all’andamento dei listini, con l’intento di scongiurare dinamiche speculative che possano trasferire aumenti ingiustificati sui consumatori finali. Il settore intende confermarsi come “baluardo strategico per la tenuta economica del Paese, lavorando per bilanciare le esigenze di sostenibilità delle imprese con la tutela del carrello della spesa“.
