Nel percorso di PLMA’s World of Ideas, l’area New Product Expo ha offerto una lettura complementare rispetto al Retail Trends. Se quest’ultimo mostrava come le insegne interpretano l’evoluzione della marca del distributore, lo spazio dedicato alle novità dei produttori ha permesso di osservare da vicino le traiettorie su cui l’industria sta lavorando per alimentare l’innovazione Mdd.
Nel lattiero-caseario il quadro è particolarmente interessante. Le novità esposte non raccontano più il dairy come semplice categoria di base, ma come piattaforma capace di intercettare bisogni diversi: benessere funzionale, ibridazione tra latte e vegetale, consumo pratico, gusto gastronomico, premium dessert e target specifici. La MDD dairy si muove così verso una segmentazione sempre più fine, costruita non solo per famiglie merceologiche, ma per occasioni d’uso.
Funzionalità e benessere guidano la proposta
Una prima direttrice riguarda il posizionamento funzionale. Centrale del Latte d’Italia propone Kefir Flora Plus senza lattosio, da latte 100% italiano, nelle versioni naturale e fragola. La referenza combina più codici salutistici: fermenti probiotici, assenza di lattosio, vitamina B6 per contribuire alla riduzione della stanchezza e vitamina D a supporto del sistema immunitario. Il kefir, in questo caso, non è solo una bevanda fermentata, ma una piattaforma di benessere quotidiano.
Sullo stesso asse, anche se con un linguaggio più orientato al gusto, si colloca Bakoma, dalla Polonia, con lo Skyr Yogurt al pistacchio. Qui il prodotto ad alto profilo nutrizionale incontra un flavour ormai molto forte nel mondo dessert e gelato, confermando la tendenza a rendere più indulgenti anche le proposte percepite come healthy.
Più tecnico è invece il posizionamento di Feiraco Lácteos, dalla Spagna, con un burro ottenuto da latte di vacche A2, naturalmente privo dell’aminoacido istidina e quindi più digeribile. Una proposta che lavora sulla distintività della materia prima e sulla possibilità di dare valore a un segmento maturo come quello del burro attraverso un elemento di differenziazione chiaro.
L’ibrido prova a superare la contrapposizione dairy-plant based
Tra i segnali più rilevanti emersi al New Product Expo c’è il tema dell’hybrid dairy. Non più solo latte o alternativa vegetale, ma prodotti che combinano componente lattiero-casearia e ingrediente plant based, cercando un equilibrio tra gusto, profilo nutrizionale e sostenibilità percepita.
In questa direzione si muove Farm Dairy Holding, dai Paesi Bassi, con un Hybrid Barista Drink composto per il 60% da latte vaccino e per il 40% da base vegetale, ricco di calcio, proteine e vitamine D, B2 e B12. La stessa azienda propone anche uno hybrid yogurt fibre and protein, con il 40% di componente plant based, in formato rettangolare da un chilo: una soluzione che guarda con evidenza al servizio e alla praticità d’uso.
Sempre in quest’area si inserisce PlanetDairy, dalla Danimarca, con un low fat hybrid milk. Il punto interessante non è soltanto la miscela tra latte e vegetale, ma il posizionamento: l’ibrido non viene presentato come compromesso, ma come nuova possibile grammatica della categoria. Per la MDD può diventare un territorio strategico, perché consente di intercettare consumatori aperti al plant based senza abbandonare completamente il mondo dairy più tradizionale.
Il gusto spinge formaggi e burri oltre la commodity
Un’altra direttrice evidente è quella della contaminazione gastronomica. Il lattiero-caseario diventa ingrediente, snack, complemento di ricetta o prodotto esperienziale. L’irlandese Do Me a Flavour lavora su burri salati in varianti come Honey & Mustard Style, Sicilian Lemon & Crushed Pepper, BBQ Braai Style e Savoury Miso. Il burro aromatizzato esce così dal ruolo di ingrediente base e si avvicina al mondo cooking, barbecue e meal solution.
Dalla Finlandia, Jokilaakson Juusto propone il brown butter in formato da 60 grammi, mentre l’ungherese Korostej lavora sul formaggio grigliato al pesto. L’austriaca Die Käsemacher porta invece una proposta pronta al consumo con peperoni dolci ripieni di cream cheese al gusto BBQ, mentre l’ucraina Ternopil Dairy Factory interpreta l’area delle bevande fermentate salate con un Ayran con paprika e chili.
In questo filone rientra anche Vandersterre Holland, dai Paesi Bassi, con un Gouda al gusto apple strudel. Il caso è interessante perché prende un formaggio fortemente identitario e lo sposta su un registro dolce, vicino alla bakery e al dessert. È un esempio di come anche le categorie più codificate possano essere rilette attraverso linguaggi di gusto più trasversali.
Dessert premium e nuovi codici di indulgenza
Il New Product Expo conferma anche il peso del dessert come area di premiumizzazione per la MDD dairy. Dolceria Alba, dall’Italia, propone un range di tiramisù in diversi gusti, tra cui pistacchio, biscotto alla cannella e limone. La logica è quella di una referenza riconoscibile, legata all’italianità, ma arricchita da varianti capaci di ampliare le occasioni di consumo.
Sempre nel mondo dessert, la tedesca Frische & Service presenta un cream cheese con topping, oltre a una gamma di dessert a base bulgur e couscous. Qui la contaminazione è doppia: da un lato la componente lattiero-casearia assume un codice più indulgente, dall’altro incontra cereali e ingredienti che richiamano mondi gastronomici meno tradizionali.
Nel gelato, Tonitto 1939 lavora sul gusto mou, mentre Vikeda, dalla Lituania, propone un gelato al matcha con ripieno al lampone. Quest’ultima referenza intercetta uno dei trend trasversali emersi al PLMA: la crescita del matcha come ingrediente globale, capace di passare dalle bevande allo yogurt, dal gelato agli snack.