Dopo aver costruito il successo dei suoi celebri lamponi ricoperti di cioccolato, Franuí amplia la gamma con una novità che segna un cambio di passo storico. Si chiama Franuí Gold ed è la prima referenza del marchio a sostituire il lampone con la fragola, ricoperta da un doppio strato di cioccolato bianco e cioccolato al caramello. Il debutto è avvenuto a Milano, sulla Terrazza del Duomo, dove Food ha incontrato Leticia Fenoglio, Ceo e Co-owner dell’azienda, che ci ha raccontato come è nato questo progetto e come l’Italia rappresenti un cerchio che si chiude per la storia della sua famiglia.
Il ritorno alle origini piemontesi
La storia della famiglia Fenoglio parte da Torino, dove il nonno era già maestro cioccolatiere nel 1922. Nel secondo dopoguerra, precisamente nel 1948, la famiglia emigrò in Argentina. Lì, nella regione della Patagonia e in particolare a Bariloche, trovarono un paesaggio montano che ricordava loro la Torino natale, decidendo così di fondare una storica cioccolateria artigianale. Nel 1996, Diego Fenoglio, figlio del fondatore e padre di Leticia Fenoglio, decide di dare vita a un nuovo brand indipendente e lo battezza Rapanui, prendendo in prestito il nome della casa in cui era cresciuto da ragazzo. Da quell’esperienza, nel 2008, l’intuizione dello stesso Diego dà vita a Franuí, la cui origine va ricercata proprio nell’unione linguistica tra “frambuesa” (lampone in spagnolo) e, appunto, “Rapanui”.
L’espansione internazionale ha iniziato a prendere forma nel 2018, anno in cui l’azienda ha cominciato a ‘sognare’ un prodotto globale puntando sulla catena del freddo, per poi concretizzarsi con le prime vendite in Europa nel 2020. Oggi il marchio è presente in 62 Paesi nel mondo e può contare sullo stabilimento di Valencia, in Spagna, da cui esce interamente il nuovo Franuí Gold destinato al mercato europeo.
“Tra tutti i mercati in cui siamo presenti, l’Italia ha un significato particolare, è il mio preferito – racconta a Food Leticia Fenoglio, CEO e Co-owner dell’azienda –. I miei nonni erano torinesi. Per noi presentare qui, a Milano, il primo prodotto diverso dal lampone significa, in qualche modo, tornare a casa, alla terra dei miei antenati. È un sogno che si realizza”.
La sfida tecnologica della fragola “under zero”
Se dal punto di vista simbolico la fragola rappresenta un nuovo capitolo per il marchio, sul piano produttivo si è rivelata una sfida tecnologica ed estrosa, ben più complessa del previsto. “È stato uno sviluppo molto impegnativo – spiega Fenoglio –. La fragola, rispetto al lampone, contiene una percentuale di acqua molto più alta e questo cambia completamente il comportamento del prodotto sottozero”.
Mentre per il classico lampone l’azienda suggerisce un’attesa dai 40 ai 60 minuti per raggiungere la massima succosità, per la fragola le regole cambiano radicalmente. “Se viene consumata appena tolta dal freezer risulta troppo dura a causa del ghiaccio, mentre se si aspetta troppo perde la consistenza ideale diventando acquosa – precisa la Ceo –. Per questo consigliamo di lasciarla riposare esattamente una ventina di minuti prima dell’assaggio: è il punto di equilibrio perfetto in cui riesce a esprimere al meglio le sue caratteristiche”.
La nuova referenza mantiene il formato del barattolo che ha reso riconoscibile il brand, ma introduce un gusto più morbido e rotondo grazie all’abbinamento tra la nota fresca della fragola e la dolcezza del cioccolato bianco e al caramello. Una scelta strategica che amplia il portafoglio senza snaturare l’idea originaria: combinare frutta e cioccolato in un prodotto da consumare direttamente dal banco freezer, facendo dell’attesa guidata prima dell’assaggio parte integrante dell’esperienza del consumatore.
