Versando vino rosso in un bicchiere. Degustazione vino Piccini 1882.

Vino, export in calo nel primo quadrimestre 2026

Il settore enologico italiano registra un avvio d'anno complesso (-6,8% per Unione Italiana Vini). In sofferenza i mercati storici, ma emergono segnali incoraggianti da Brasile e Cina
Versando vino rosso in un bicchiere. Degustazione vino Piccini 1882.

Il settore vitivinicolo nazionale deve fare i conti con una partenza in salita per l’anno in corso. Secondo l’ultimo Osservatorio di Unione Italiana Vini (Uiv), che ha rielaborato i dati Istat, il primo quadrimestre del 2026 si è chiuso con una contrazione del 6,8% a valore, pari a 2,34 miliardi di euro, e una flessione dei volumi del 3,7% (641 milioni di litri). Una frenata che riflette una congiuntura internazionale complessa, segnata da un calo generalizzato per tutti i principali paesi produttori di vino.

I mercati storici sotto pressione

Il quadro aggiornato ad aprile evidenzia difficoltà persistenti, con una domanda in calo sia nell’area extra-Ue (-8,7%) che in quella europea (-3,9%). Se gli Stati Uniti hanno mostrato un timido segnale di ripresa nel solo mese di aprile, il bilancio dei primi quattro mesi rimane negativo (-15,4%). Trend analogo per i principali partner europei: la Germania registra un -6,8%, il Regno Unito un -6,1% e la Svizzera un -12,7%. Il Canada, invece, si conferma al momento come un mercato stabile per l’export tricolore.

Grafico Osservatorio UIV: calo export vino italiano gennaio-aprile 2026 per volume, valore e prezzo (Totale, Extra UE, UE).

Verso una nuova strategia di posizionamento

Nonostante la situazione congiunturale, emergono opportunità interessanti in mercati emergenti o a minore penetrazione storica. Il Brasile continua la sua corsa (+17,8% nel quadrimestre, con un balzo del 36,4% nell’intera area Mercosur), seguito da performance positive anche in Cina (+9,7%) e Russia (+28%). Tuttavia, i dati preliminari riferiti al mese di maggio confermano la persistenza delle difficoltà nei paesi terzi, con una contrazione del 7,5% a valore e una perdita di redditività che si riflette sul prezzo medio.

La riflessione di Lamberto Frescobaldi

In merito allo scenario attuale, il Presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, ha sottolineato l’urgenza di un cambio di rotta: “Questi risultati confermano la necessità di rivedere le strategie di mercato. Dobbiamo puntare a un equilibrio tra domanda e offerta, ottimizzando la presenza sui mercati emergenti e valorizzando maggiormente il prodotto italiano. Non serve immettere grandi quantità sul mercato, quanto piuttosto sostenere il valore del vino e tutelare la competitività delle nostre imprese“.

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