Tuttigiorni-Insegna supermercato CRAI. Logo CRAI rosso e verde su sfondo bianco. Illuminazione esterna.

Crai, l’offerta si allarga

Il giro d’affari della mdd cresce anche grazie A lanci di prodotti capaci di rispondere ai desiderata dei clienti. Nel mirino i segmenti etnico, gluten free e ready to eat
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Attualmente la quota di Mdd di Crai supera il 25% dell’assortimento del largo consumo, raggiungendo un giro d’affari di circa 350 milioni di euro, e in totale si compone di 3.300 referenze suddivise tra vari marchi che coprono tutti i segmenti, dal mainstream al premium con La Rosa dei gusti, al territoriale e salutistico con Piaceri, fino ai segmenti specifici e di nicchia. 

In questo momento l’insegna si sta impegnando su diversi fronti nell’ambito della marca privata, come racconta Pietro Poltronieri, Direttore Mdd Crai: Stiamo completando la nostra offerta, lavoriamo molto sui segmenti specialistici, cioè quelli legati al benessere e alla salute. Ad esempio è prossimo il lancio di una nuova linea di prodotti senza glutine, un segmento che ancora non presidiavamo tramite la nostra marca privata ma che riteniamo abbia grandi potenzialità. Partiremo quindi con un assortimento di circa 25 referenze gluten free suddivise tra il mondo del secco, del fresco e del surgelato. Nel paniere mainstream stiamo invece cercando di coprire, con nuovi prodotti, quelle categorie con trend di crescita significativi. Ad esempio stiamo approntando un’offerta nel mondo dell’etnico, dove oggi la Mdd non ha una grande disponibilità di prodotti, ma che in realtà è un comparto dalle performance molto positive e che, se sviluppato, può diventare un fattore distintivo e di attrazione”

La ricerca sulla private label di Crai si sta inoltre focalizzando sulla categoria dei freschissimi, potenziandone l’offerta anche per allinearsi alle peculiarità del più recente format progettato dal retailer, CraiGo!: trattandosi di un canale diverso rispetto a quelli tradizionali e che intende dare ai clienti una tipologia di acquisto dedicato, l’insegna sta formulando nuovi prodotti a marca privata nella categoria appunto dei freschissimi, oltre che dei piatti pronti e in generale nell’assortimento ready to go.

PROMOZIONI: LEVA STRATEGICA DA UTILIZZARE CON CURA

“Relativamente al contesto in cui operiamo, posso affermare che i primi mesi del 2026 sono stati caratterizzati da una certa tensione inflazionistica – afferma Poltronieri –. Sulla marca privata siamo riusciti a contenere e a programmare con i nostri partner, quindi a oggi non registriamo un’inflazione alla vendita. Tuttavia la pressione promozionale sui prodotti dell’industria di marca è aumentata significativamente, soprattutto in quelle categorie merceologiche nelle quali il minor costo industriale delle materie prime lo ha consentito: penso ad esempio a tutta la filiera di latte, latticini e formaggi, in cui effettivamente c’è stata una forte spinta in termini di promozione e un conseguente recupero di volumi da parte dell’Idm. In questi casi il nostro approccio commerciale non è quello di inseguire l’attività promozionale, ma di lavorare più con dei posizionamenti della private label quanto possibile corretti e focalizzati sulla continuità, in una logica di everyday low price. Abbiamo infatti un vasto paniere di prodotti con prezzi Edlp e nel primo semestre del 2026 questo è bastato per difendere la quota dell’Mdd. Lo conferma, peraltro, il fatto che stiamo crescendo di circa un punto di quota”.

RAPPORTI DI LUNGA DURATA CON I FORNITORI

Il rapporto tra retailer e fornitore di prodotti che confluiscono nella private label sta progressivamente cambiando: ecco allora che il produttore di Crai, da semplice copacker, diventa sempre più spesso un partner strategico. Lo conferma Poltronieri, evidenziando un aspetto in particolare: Abbiamo un tasso di turnover dei fornitori molto basso. Il nostro approccio consiste infatti nel cercare di instaurare con i nostri fornitori una relazione di lunga durata, così che diventino partner affidabili e affinché si possa costruire con loro una crescita comune e reciproca. Gli accordi che stipuliamo con i nostri fornitori favoriscono quindi la stabilità temporale del rapporto e lo documenta il fatto che, in media, ne cambiamo solo due o tre l’anno”. 

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