Esterno del negozio Penny Market Gioia Tauro. Facciata bianca con insegna rossa. Parcheggio e ingresso visibili.

Penny, verso quota 60%

La pl cresce e genera valore per i consumatori. Penny accelera sulla revisione delle ricette per trasformare i trend in una risposta ai bisogni reali di spesa
Esterno del negozio Penny Market Gioia Tauro. Facciata bianca con insegna rossa. Parcheggio e ingresso visibili.

Il 2025 di Penny Italia si è chiuso con un’incidenza dei prodotti a marchio privato (che conta il 65% delle referenze) pari al 56,5%, in crescita di quasi due punti percentuali rispetto all’anno precedente; l’andamento positivo riguarda sia i dati a valore sia a volume. Tali risultati vengono così interpretati da Valeria Casanova, Pl manager dell’insegna: “I consumatori che scelgono la nostra offerta di marca privata ne riconoscono la qualità, oltre che la convenienza, e confermano la propria fiducia attraverso un costante riacquisto e un elevato livello di soddisfazione. Per i prossimi anni, proseguiremo lungo questo percorso di crescita, con l’obiettivo di superare il 60% di quota entro il 2030”.

Infatti Casanova ritiene che la Mdd abbia ancora importanti margini di crescita nel mercato italiano, seppur con dinamiche differenti a seconda della categoria merceologica. “Se confrontiamo il nostro Paese con altre realtà europee più mature – fa notare Casanova –, emerge chiaramente come esista spazio per un ulteriore sviluppo della quota di mercato in modo sano e profittevole per tutti gli operatori della catena del valore. Non sarà, ovviamente, una crescita illimitata: il raggiungimento di quote prossime o superiori al 60% rappresenta un obiettivo ambizioso ma realistico, a condizione di continuare a investire in qualità, innovazione e distintività dell’offerta. Nei prossimi anni la crescita dell’Mdd non sarà determinata solo dalla convenienza economica, che tuttavia resterà un fattore cruciale, ma soprattutto dalla capacità di interpretare i nuovi bisogni dei consumatori. Innovazione di prodotto, sostenibilità, trasparenza delle filiere, benessere nutrizionale e valorizzazione delle produzioni locali saranno sempre più decisivi per conquistare la fiducia dei clienti e, di conseguenza, ulteriore spazio a scaffale”. 

In questo scenario, il rapporto con i brand dell’industria è destinato a evolvere: “Non deve essere inteso come una contrapposizione – precisa Casanova –, bensì come una coesistenza dinamica, nella quale ciascuna componente dell’assortimento svolge un ruolo specifico e complementare. I grandi marchi, soprattutto italiani, continueranno a rappresentare un importante motore di innovazione, riconoscibilità e attrattività per il consumatore, mentre la private label rafforzerà il proprio posizionamento come marca capace di offrire qualità e affidabilità in tutte le fasce di prezzo, generando così valore per il consumatore”.

EVOLUZIONE DELL’ASSORTIMENTO

“Per Penny ogni prodotto a marchio rappresenta sempre la migliore soluzione in termini di rapporto qualità/prezzo all’interno del proprio segmento – spiega Casanova –. Molti dei nostri marchi vantano oltre trent’anni di storia e questo ci consente di approcciare la pl come un vero e proprio brand, superando l’approccio più tradizionale che ha caratterizzato le sue prime fasi di sviluppo”. Nell’“architettura” del retailer, quindi, l’Mdd costituisce la colonna portante dell’assortimento ed è uno dei principali motivi per cui i clienti scelgono di fare la spesa nei punti vendita Penny. 

L’insegna opera in una logica di costante revisione e sviluppo dell’Mdd, alimentata dall’evoluzione del mercato, dalle nuove esigenze dei clienti e dalla ricerca di modernità e attualità. “Negli anni anche i nostri scaffali hanno visto crescere il numero di marchi presenti, ciascuno caratterizzato da un posizionamento chiaro e dalla sua riconoscibilità – commenta Casanova –. Oggi stiamo lavorando, dove possibile, a un processo di armonizzazione degli stili comunicativi con l’obiettivo di mantenere ben evidente il principale fattore distintivo di ogni linea, limitando allo stesso tempo l’affollamento a scaffale che può talvolta disorientare e rendere più complessa la scelta per il cliente che, al contrario, richiede una shopping experience semplice e veloce”. 

Se il consumatore è quindi il principale punto di riferimento per la strategia di Penny, le sue preferenze guidano l’intero percorso di evoluzione dell’assortimento. “Un esempio significativo è rappresentato dal marchio Penny, che sta progressivamente lasciando spazio a brand specialistici e verticali di categoria. In questo modo continuiamo a garantire qualità al miglior prezzo, offrendo però una maggiore articolazione dell’offerta e una valorizzazione delle referenze che, per ricettazione, selezione delle materie prime, metodi produttivi o altre caratteristiche distintive, meritano un posizionamento diverso rispetto al prodotto destinato al consumo di tutti i giorni. Il risultato è un assortimento sempre più chiaro, leggibile e capace di coniugare convenienza, specializzazione e valorizzazione delle diverse esigenze d’acquisto”, specifica Casanova.

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