Olive verdi e nere in ciotole, olio d'oliva e foglie. Olio EVO.

L’allarme di Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi sull’olivicoltura

Le tre associazioni si sono unite lo scorso agosto in un appello alle autorità affinché vengano prese misure straordinarie ritenute ormai indifferibili per sostenere un settore che vive una grave crisi
Olive verdi e nere in ciotole, olio d'oliva e foglie. Olio EVO.

A poche settimane dall’avvio della nuova campagna olearia, il comparto olivicolo italiano vive una delle crisi più gravi della sua storia recente. Confagricoltura segnala, infatti, che le transazioni di olio extravergine di oliva italiano sono pressoché ferme, mentre le giacenze restano elevate e i prezzi riconosciuti alle imprese compressi. Inoltre, i costi di produzione, trasformazione, stoccaggio e finanziamento, rimangono insostenibilmente elevati.

Servono misure urgenti

In questo contesto di assoluta emergenza, Confagricoltura Unapol e Assofrantoi rinnovano la richiesta di attivare con urgenza misure straordinarie per dare risposte capaci di garantire liquidità, sostenere il credito, alleggerire il peso finanziario delle aziende e consentire loro di affrontare la prossima campagna.

La situazione è ormai arrivata a un punto di non ritorno. Bene hanno fatto – si legge in un comunicato – Puglia e Calabria a richiedere il riconoscimento dello stato di crisi del comparto. Molti frantoi operano con i depositi ancora pieni e con gravi difficoltà di accesso al credito.

Sono tanti i produttori che si interrogano sulla possibilità stessa di raccogliere le olive, non essendovi la certezza di poter collocare il prodotto sul mercato né di coprire i costi di produzione. Il rischio concreto è che la prossima raccolta si trasformi in una crisi senza precedenti, con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali lungo tutta la filiera.

L’olivicoltura italiana rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale del Paese. Lasciare sole le aziende, in questo momento, significa mettere a rischio anche le decine di migliaia di posti di lavoro del comparto, uno dei simboli più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare.

Confagricoltura Unapol e Assofrantoi auspicano che nelle prossime settimane arriveranno interventi concreti e tempestivi.

Le richieste delle associazioni

Ecco le misure che andrebbero attuate nell’immediato per fornire liquidità e “ossigeno” alle imprese:

• Contributi in conto interessi e contributi a fondo perduto sui finanziamenti

• Attivazione della cambiale agraria ISMEA anche attraverso patrimonio

• Sospensione per dodici mesi delle rate dei mutui e degli altri finanziamenti

• Rinegoziazione dei mutui e degli altri finanziamenti assistita dalla garanzia pubblica ISMEA a titolo gratuito

• Rafforzamento della campagna istituzionale di promozione dell’olio extravergine di oliva italiano

• Apertura di un tavolo permanente con la Gdo per favorire valorizzazione Evo italiano

• Destinazione di specifiche risorse Ice alla promozione di Evo italiano nei principali mercati esteri

Di seguito le misure da attuare nel medio periodo

• Credito d’imposta a favore di reti di impresa, innovazione e cooperazione di filiera

• Rafforzamento patrimoniale delle Organizzazioni di Produttori e delle loro Associazioni,

• Esonero straordinario dei contributi previdenziali per ridurre il costo del lavoro

• Attivazione di un regime di stoccaggio privato per gli oli extravergini italiani

• Nella futura PAC introdurre intervento per promozione internazionale del settore sul modello vino

• Rafforzare la formazione e l’informazione rivolte agli operatori della ristorazione e ai consumatori

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