Un tempo confinati alle sagre di paese o relegati a semplice alternativa nell’ora dell’aperitivo, i lupini si stanno imponendo come una delle novità più dinamiche del settore alimentazione. A confermarlo sono i numeri del 2025: il mercato della Gdo e del Discount in Italia ha raggiunto un valore di circa 15 milioni di euro, registrando un balzo dell’8% a valore (Dati Nielsen).
In questo scenario a forte trazione “healthy”, a correre più veloce di tutti è l’abruzzese Madama Oliva, che segna un +10% a valore superando il milione di confezioni vendute all’anno e conquistando una quota di mercato del 19%.
Proteine vegetali e colesterolo sotto controllo: i dati dello studio scientifico
La svolta della categoria passa dal profondo cambio di percezione da parte dei consumatori. Ricco di fibre, naturalmente privo di glutine e con un contenuto proteico che sul seme secco può raggiungere il 35-40%, il lupino intercetta le esigenze di chi cerca proteine vegetali pronti all’uso per la cucina quotidiana o per la dieta vegetariana e vegana. A confermare le proprietà funzionali del prodotto ci sono anche le evidenze scientifiche del progetto “Super Lupino”, condotto dall’azienda insieme al Gruppo di Nutrizione Umana dell’Università degli Studi di Teramo, coordinato dal professor Mauro Serafini.
Lo studio ha coinvolto 50 soggetti sani che per quattro settimane hanno integrato la propria dieta con 600 grammi di lupini a settimana. I risultati hanno mostrato una riduzione del colesterolo totale e LDL (quello “cattivo”), un incremento degli antiossidanti endogeni, un calo dei radicali liberi nelle cellule intestinali e il miglioramento di alcuni marker infiammatori.
Dalla salamoia allo snack “on the go”: l’innovazione di prodotto
Dietro il successo di Madama Oliva – storicamente legata al settore delle olive – c’è un know-how produttivo di oltre quarant’anni. La lavorazione richiede infatti un delicato processo di de-amarizzazione per eliminare gli alcaloidi: le procedure interne garantiscono livelli di lupanina tra 15 e 30 ppm, valori dieci volte inferiori al limite di legge.
L’azienda ha saputo far evolvere la propria offerta affiancando alla linea classica in salamoia “Frutto” (con prodotti filiera da Puglia, Lazio e Campania) ed alle referenze bio varie soluzioni ad alto contenuto di servizio. Tra queste spiccano le monoporzioni senza liquido pensate per lo snack fuori casa e la linea “Lupamì”, con lupini eduli da mangiare con la buccia e proposti in ricettazioni gourmet con aglio e rosmarino, peperoncino, lime o aceto balsamico. Inoltre, l’azienda ha sviluppato ricette dedicate insieme a chef affermati per incorporare il legume nei primi e secondi piatti della tradizione italiana.
Sguardo ai mercati esteri
Il trend non riguarda solo il contesto domestico. Il posizionamento come superfood sta aprendo porte importanti anche oltre confine, con un focus particolare sugli Stati Uniti, dove l’azienda ha già introdotto i format snack monoporzione per il consumo fuori casa.
“Il mercato per questo legume sta registrando una crescita importante, tanto in Italia quanto all’estero, in modo particolare negli Stati Uniti, dove abbiamo introdotto delle confezioni snack per un consumo on the go – spiega Sabrina Mancini, Direttrice marketing di Madama Oliva –. Grazie alla collaborazione interna con degli chef affermati, abbiamo implementato la ricettazione e l’applicabilità di questo prodotto in vari piatti della cucina italiana, andando incontro anche alle esigenze di consumatori vegani e vegetariani”.